Carnevale a Zena: quali sono le più famose maschere genovesi?

Da Capitan Spaventa a O Scio Reginn-a: viaggio alla riscoperta delle maschere della tradizione del Carnevale genovese

Arriva il periodo del Carnevale, e non si può non ricordare la grande tradizione italiana delle maschere che ha regalato anche a Genova alcuni personaggi indimenticabili.

Ogni regione ha le sue maschere, nate in circostanze diverse: alcune provengono dal teatro dei burattini, altre dalla commedia dell'arte, da altre tradizioni più antiche e da festeggiamenti tradizionali. Coloratissime e spesso buffe, le maschere sono nate per scacciare le forze delle tenebre e dell'inverno, aprendo la strada alla primavera e a un periodo più mite, in cui le persone possono finalmente uscire dalle case e festeggiare.

A Genova è famosa la maschera di Capitan Spaventa, tratta dalla commedia dell'arte. La figura di Capitan Spaventa di Vall'Inferna è stata creata tra il '500 e il '600 dall'attore Francesco Andreini. Nonostante il nome non sia molto rassicurante, si tratta di un soldato sognatore, colto e raffinato (come si trova scritto in "Le bravure di Capitan Spaventa" di Andreini) anche se è risaputo che è molto più temerario con la lingua che con la spada. Spesso viene confuso con il Capitan Matamoros, maschera di origini bolognesi, sbruffone e codardo, che si vanta di imprese mai compiute.

Altrettanto celebre è la maschera di O Scio Reginn-a: il signor Regina era realmente esistito, nel '700, e si procurava cibo e vino andando nelle osterie e proponendo il suo repertorio buffonesco. Ad aiutarlo, il suo carattere incline agli scherzi, arguto e onesto.

Ma non solo: tutti hanno sentito parlare di Baciccia, inventato a fine '800: berretto, giacca scura, camicia bianca e papillon. Caratteristiche? Povero, mugugnone, ma buono.

E poi c'è anche o Mego, il medico, soprannominato anche Barbé, vestito di scuro, con - sotto braccio - un enorme clistere da somministrare ai malcapitati pazienti.

Altre importanti maschere delle altre province sono Cicciulin di Savona, Becciancin di Loano, e Nuvarin di Cairo Montenotte.

Avvicinandoci ai nostri tempi, uno dei più grandi inventori di maschere - come ricordano Stefano Roffo e Elena Donato in "Guida insolita ai misteri di Genova" - è stato sicuramente Gilberto Govi. A lui dobbiamo la nascita di personaggi che sono entrati a far parte della cultura popolare della città, come Giobatta Parodi, Guido Peragallo, Pippo Manezzi, Felice Pastorino, e tanti altri.

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