Piano sviluppo rurale: 82 milioni di euro per l'agricoltura ligure

Il presidente Toti: «Dai dati si dimostra che la Liguria è riuscita a mantenere le promesse e andare incontro alle necessità della classe produttiva agricola di questo territorio»

A due anni dall'avvio è tempo di primi bilanci per il Programma sviluppo rurale 2014/2020 (Psr) che ha portato in Liguria circa 82,5 milioni di euro con un totale di 4800 domane. Dati che vengono ufficializzati dalla Regione e accolti con entusiasmo dal presidente Giovanni Toti, nonostante alcune difficoltà iniziali.

Il commento del presidente Toti

 «Dai dati si dimostra che la Liguria è riuscita a mantenere le promesse e andare incontro alle necessità della classe produttiva agricola di questo territorio – ha dichiarato il Governatore – Sicuramente esistono problemi sulla gestione dei fondi europei e un Ministero dell’agricoltura che deve essere profondamente riformato e soprattutto, Agea che è l’interfaccia delle regioni. Oggi Regione Liguria si è trovata a dover svolgere a mano le pratiche perché Agea non era in grado di fornire il supporto necessario, nonostante le difficolta, in modo eroico, siamo riusciti a stanziare più di 80 milioni di euro e andremo avanti su questa strada”. Il Presidente ha lanciato un appello al prossimo Governo “per mettere mano alle strutture del Ministero dell’Agricoltura e darci un’interfaccia più efficiente per le nostre imprese, perché già l’Europa pone vincoli molto pesanti e la gestione dei fondi è piuttosto rigida, se poi a Roma troviamo una struttura inefficiente diventa una corsa ad ostacoli per le Amministrazioni locali come la nostra e soprattutto per le imprese».

Parola all'assessore Mai

«Dopo oltre un anno e mezzo di parziale stallo – ha spiegato invece l’assessore all’Agricoltura Stefano Mai – dovuto alle inefficienze del sistema centrale di Agea, siamo riusciti, con enormi sforzi, a mettere sui binari giusti il funzionamento del Psr. Da settembre a oggi, con grande sforzo da parte degli uffici che hanno dovuto lavorare su cartaceo per sopperire alle inefficienze del sistema informatico nazionale, abbiamo raggiunto l’obiettivo dell’assegnazione delle risorse alle imprese, ai Comuni e ai Parchi, attraverso i Gruppi di azione locale. Le risorse saranno poi erogate una volta che i soggetti richiedenti avranno inviato la documentazione delle spese sostenute e daranno finalmente quell’iniezione di liquidità molto attesa dal territorio e dal mondo agricolo ligure».

I fondi

Gli 82,5 milioni di euro sono suddivisi in 23 misure e sottomisure Psr che riguardano un’ampia gamma di interventi di supporto all’agricoltura e al territorio regionale: promozione dei prodotti agricoli certificati, trasformazione e commercializzazione, muretti a secco, ripristino delle strutture agricole danneggiate da calamità naturali, investimenti in agricoltura, sostegno alle imprese di giovani, agriturismi, investimenti forestali. Inoltre, nell’ambito degli 82,5 milioni di euro, sono già state approvate le strategie di sviluppo per i Gal-Gruppi di azione locale.

Sempre nell’ambito dei fondi a compartecipazione europea, oltre 3 milioni di euro sono stati impegnati per quattro bandi del Feamp-Fondo europeo per gli affari marittimi e pesca. In particolare, con circa 86.200 euro saranno finanziati progetti (misura 1.42) per la valorizzazione dei prodotti, innovazione degli attrezzi per la pesca e trasformazione del pescato; 1,16 milioni di euro (misura 2.48) per investimenti produttivi destinati all’acquacoltura (piscicoltura, mitilicoltura, ammodernamento impianti e imbarcazioni); 830.700 euro (misura 5.69) per la trasformazione e commercio delle imprese della pesca; 862.700 euro (misura 1.43) per interventi in 8 porticcioli per attività collegate alla pesca. «Sono una tranche – spiega l’assessore regionale alla pesca Stefano Mai - dei circa 11 milioni di euro che la Liguria ha ottenuto, con grande sforzo, per l’attuale quinquennio, circa il doppio rispetto alla programmazione precedente 2007-2013. I finanziamenti potranno sostenere le aziende che commerciano prodotti ittici trasformati quindi l’indotto del settore della pesca ligure, oltre che l’acquacoltura e la mitilicoltura».

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