Ponte Morandi, i commercianti di Certosa chiedono aiuto: «Sbloccate la viabilità in Valpolcevera»

Il grido di dolore delle aziende della vallata. La Regione attiva fondo di garanzia da 2 milioni per le imprese danneggiate. Anche le aziende agricole e della pesca potranno segnalare i danni indiretti

Istituzioni al lavoro per aiutare le aziende danneggiate dal crollo del ponte Morandi. Nel frattempo, arriva tramite Confesercenti il grido di dolore dei commercianti di Certosa, che chiedono di riaprire via Perlasca. Sono infatti più di 300 i commercianti e gli artigiani che hanno la sede della loro attività nel quartiere colpito, e che dal 14 agosto chiedono di riaprire la viabilità di vallata. 

Commercianti e artigiani: «Riaprite almeno via Perlasca»

«Al di là degli aiuti attesi dal Governo attraverso il Decreto Emergenza, di cui si aspetta il testo ufficiale, - esordisce Enzo Greco, Presidente del CIV Vivi Certosa - l’unico modo efficace per iniziare a limitare i danni derivati dal disastro del Ponte Morandi è riaprire i collegamenti viari della Valpolcevera».

«La notizia dell’inizio dei lavori sulla tratta ferroviaria è stata accolta molto positivamente da tutti – prosegue Pino Pace, rappresentante di Confartigianato - ma ora facciamo un appello accorato alla Procura, al Sindaco e all’attuale Commissario delegato e – quando ci sarà – al Commissario straordinario alla ricostruzione, perché partano i lavori di ripristino almeno di via Perlasca a doppio senso di marcia».

«Anche psicologicamente sarebbe un forte segnale per la vallata, contribuirebbe ad alleggerire il casello di Bolzaneto e la viabilità di Borzoli. Le imprese – conclude Mauro Puppo, rappresentante di Confesercenti - oggi hanno bisogno di certezze per poter affrontare il proprio futuro, capire se potranno mantenere i dipendenti, se dovranno valutare delocalizzazioni, eccetera. Capiamo che ci sono dei tempi tecnici e che le indagini sono fondamentali per ottenere i risarcimenti, ma dobbiamo sbloccare subito questa situazione».

Un fondo di garanzia per le piccole e medie imprese

Nel frattempo le istituzioni sono al lavoro per cercare di agevolare le realtà economiche colpite dal crollo del ponte. Mercoledì 19 settembre è stata approvata, dalla giunta regionale - su proposta dell’assessore allo Sviluppo economico Andrea Benveduti - l’attivazione di un fondo di garanzia, con una dotazione iniziale di 2 milioni di euro del Fondo strategico regionale, successivamente integrabile, per dare liquidità alle piccole e medie imprese liguri danneggiate.

«Il fondo – dice l'assessore Benveduti – servirà a dare la liquidità necessaria alle imprese, non solo genovesi ma liguri in generale, per fronteggiare le spese correnti, ad esempio per pagare stipendi e contributi, imposte, scorte, locazioni, utenze e compensi societari, in attesa di un legittimo e veloce risarcimento non solo per il lucro cessante ma anche per i danni indiretti. È una misura immediata per far fronte alle esigenze dell’esercizio di brevissimo periodo. Con il supporto di Filse, si sono svolti incontri tecnici con il sistema bancario e i consorzi di garanzia per la messa a punto di un’azione efficace».

I beneficiari del Fondo potranno essere le pmi e professionisti che hanno presentato a Regione Liguria attraverso le Camere di commercio competenti per territorio il modello AE. Le garanzie dirette e indirette del Fondo sono rilasciate fino a un importo totale pari a 7 volte la consistenza del Fondo disponibile (“Moltiplicatore 7”).

L’agevolazione è concessa in regime “de minimis” sotto forma di garanzia o controgaranzia fino all’80% sul finanziamento concesso dalla banca convenzionata o sulla garanzia deliberata da Consorzi Fidi a supporto del finanziamento deliberato.

Aziende agricole e della pesca danneggiate: come fare

Approvate dalla giunta regionale, su proposta dell’assessore all’Agricoltura e alla pesca Stefano Mai e dell’assessore alla Protezione civile Giacomo Giampedrone, le disposizioni per la presentazione della segnalazione dei danni indiretti alle attività economiche agricole e della pesca a seguito del crollo del Ponte Morandi.

«Le richieste di ricognizione da parte delle attività agricole e della pesca - spiega l’assessore Mai - dovranno essere presentate attraverso il modello di scheda AF indicando i danni indiretti subiti dalle attività economiche che non hanno interrotto l’attività, ma che hanno subito danni indiretti, extracosti, per esempio nel trasporto della merce (fiori, pescato ecc.), oneri aggiuntivi per il personale, o la potenziale perdita di volume d'affari. È bene sottolineare che tali segnalazioni non danno diritto, né forniscono garanzia di erogazioni contributi, ma rivestono solo fini meramente ricognitivi».

Le schede di segnalazione possono essere presentate alla sede dell’Ispettorato Agrario Regionale, competente per territorio, a mano o inviata a mezzo raccomandata, fax o PEC, entro le ore 12 dell’8 ottobre 2018.

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Investito da un'auto mentre cammina in Sopraelevata: morto sul colpo

  • I cognomi più diffusi a Genova e il loro significato

  • Tragedia a Rapallo, 32enne trovato morto per strada

  • Meteo, perturbazione in arrivo sulla Liguria

  • Sorpassa una volante dei carabinieri e li insulta

  • Armato di pistola fa irruzione in pizzeria e minaccia la titolare: paura a Bolzaneto

Torna su
GenovaToday è in caricamento