Crollo Morandi, firmati i decreti per risarcimenti ad aziende e lavoratori

I documenti emanati dal commissario all'emergenza Giovanni Toti illustrano nel dettaglio le modalità di indennizzo per imprese, professionisti e anche per autotrasportatori

Sono stati firmati in mattinata dal commissario per l’emergenza e governatore ligure, Giovanni Toti, i decreti di attuazione delle misure previste dal Decreto Genova a supporto di imprese e lavoratori colpiti dal crollo del ponte Morandi.

I documenti contengono i criteri definitivi per risarcimenti, indennizzi e misure a sostegno del reddito, sviluppati sulla base delle linee guida stabilite dalla legge.

Indennizzi imprese e lavoratori autonomi

Per quanto riguarda le imprese e i lavoratori a partita Iva, il risarcimento è previsto per le aziende e i professionisti che hanno avuto un decremento del fatturato dal 14 agosto al 29 settembre (data di entrata in vigore del Decreto Genova) rispetto al valore mediano dello stesso periodo nel triennio precedente 2015-2017, sino a un massimo di 200.000 euro.

Le domande potranno essere presentate dal 15 gennaio al 28 febbraio alla Camera di Commercio da quelle aziende che avevano denunciato un danno (entro l’8 ottobre 2018) tramite il modello AE.

Il decremento di fatturato può essere dimostrato mediante dichiarazione dell’interessato ai sensi dell’art. 46 del Testo Unico di cui al Decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000 n. 445, accompagnata da estratto autentico delle pertinenti scritture contabili attinenti ai periodi di riferimento, in alternativa all’esibizione alla Camera di Commercio delle intere scritture contabili in originale da cui dovrà essere riprodotta copia autenticata dei periodi interessati.

Per quanto riguarda i risarcimenti, è stata definita la soglia minima di 1.000 euro del decremento di fatturato quale requisito di ammissibilità.

Sarà riconosciuta (con ordine di priorità) una somma fino al 100% del decremento del fatturato (previsto dall’art.4 del DL 109/2018) a imprese e liberi professionisti con sede operativa all’interno della zona rossa/arancione, ricompresa nei municipi Valpolcevera, Medio Ponente e Centro Ovest (come da piantina allegata). Le altre risorse, a seconda della disponibilità e dopo aver soddisfatto la zona di priorità, verranno ripartite tra gli altri soggetti compresi, comunque, nei tre municipi ma fuori della zona rossa/arancione.

Per le imprese e i liberi professionisti che non dispongono del periodo di attività di un triennio, il decremento è determinato con riferimento al valore più basso di fatturato annuo (risultante dalle pertinenti scritture contabili) tra gli anni disponibili. Per informazioni è attivo il numero verde relativo all’emergenza Morandi 800681121 (attivato da Regione Liguria con le associazioni di categoria).

A oggi, la Regione ha reso noto che sono 115 le imprese liguri danneggiate dal crollo di ponte Morandi che hanno già ottenuto il via libera alla delibera bancaria per l’accesso al Fondo di garanzia attivato da Filse, in collaborazione con gli istituti di credito bancario e i Confidi, e che il 60% delle domande arrivano dall’area genovese; altre 33 domande sono in fase di redazione.

«Ad oggi siamo arrivati a 10 milioni e 770 mila euro - ha detto l'assessore regionale allo Sviluppo economico, Andrea Benveduti - La misura ha valenza di 'polmone' finanziario. È stata pensata proprio per evitare che carenze di cassa potessero far collassare ancor di più le attività economiche del territorio".

 Cassa integrazione in sostegno al reddito

Per quanto riguarda il sostegno al reddito, la cosiddetta cassa integrazione in deroga, il finanziamento previsto dal Decreto Genova è di 30 milioni totali (11 per il 2018 e 19 per il 2019). Un provvedimento pari al trattamento massimo di integrazione salariale (per un massimo di 12 mesi), in favore: 

- dei lavoratori del settore privato impossibilitati o penalizzati a prestare l'attività lavorativa in tutto o in parte a seguito del crollo del ponte Morandi; 

dei dipendenti di aziende operanti nelle aree territoriali della città metropolitana di Genova che hanno, alla data del 14 agosto 2018, subito un impatto economico negativo e per i quali non trovano applicazione le tutele previste dalla normativa vigente in materia di ammortizzatori sociali.

Inoltre è prevista un’indennità una tantum pari a 15.000 euro in favore dei lavoratori autonomi, dei collaboratori coordinati e continuativi, dei titolari di rapporti di agenzia e di rappresentanza commerciale, compresi i titolari di attività di impresa e professionali, che abbiano dovuto sospendere l'attività a causa dell'evento. Il risarcimento è previsto per i soggetti che hanno avuto la sospensione di attività, riferita a un periodo che intercorre tra il 14 agosto 2018 e il 19 novembre 2018, a fronte di una sospensione di almeno 30 giorni solari e continuativi.

Le domande per il sostegno al reddito potranno essere presentate attraverso un sistema telematico dal sito di Regione Liguria dal 15 gennaio 2019. 

Indennizzi agli autotrasportatori

Sono stati inoltre stabiliti gli indennizzi per gli autotrasportatori, le cui modalità di erogazione sono state illustrate dal governatore Toti, dal viceministro alle infrastrutture Edoardo Rixi, e dal presidente dell’Autorità Portuale Paolo Emilio Signorini.

In particolare, è stata autorizzata dal Ministero la spesa di 20 milioni di euro per l’anno 2018 e di 80 milioni per il 2019 e altrettanti per il 2020. Le risorse stanziate dal Mit sono destinate agli autotrasportatori che, a causa del crollo del viadotto Polcevera, hanno dovuto affrontare spese maggiori per la percorrenza forzata di tratti autostradali o stradali aggiuntivi. La spesa è stata autorizzata e trasmessa direttamente sulla contabilità speciale del Commissario delegato. 

L’Autorità Portuale (soggetto attuatore) si occuperà di raccogliere le domande attraverso un avviso specifico sul proprio sito con indicati tempi e modalità e di stabilirne l’ammissibilità.  Nelle prossime ore verrà ultimato il piano degli investimenti per il porto di Genova definito di concerto con le istituzioni locali.

“Interveniamo sull'autotrasporto - ha detto Toti - che è una delle categorie che più ha risentito del crollo del ponte Morandi, con un'iniezione di liquidità e di aiuti molto importante, ma non solo: con i provvedimenti di oggi tutto il dispositivo degli aiuti al mondo dell'impresa nella città di Genova viene applicato e diventa operativo».

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