Morandi: oltre 400 aziende colpite e più di 120 milioni di danni in zona rossa e arancione

Il conteggio della Camera di Commercio, che nelle ultime settimane ha ricevuto i moduli di richiesta danni da parte di tutte le imprese italiane che hanno in qualche modo sofferto il crollo del ponte

Sono stati 404 i modelli di richiesta danni arrivati alla Camera di Commercio dalle aziende della zona rossa e arancione dopo il crollo del ponte Morandi, per un totale di oltre 120 milioni di euro di danni, di cui quasi 45 diretti. 

Le cifre arrivano proprio dalla Camera di Commercio di Genova, cui nelle scorse settimane sono arrivate le richieste da parte di tutte le aziende italiane che hanno sofferto il crollo del ponte, totalizzando un danno totale a livello nazionale di circa 420 milioni di euro. 

A stupire è l’entità del danno medio dichiarato dalle imprese genovesi che si trovano in zona rossa (e che recentemente hanno potuto riprendere le attività) e in quella arancione, quella cioè ai margini della zona rossa: poco più di 298mila euro, che non è il più alto dichiarato nelle diverse aree considerate (resto di Genova, Valpolcevera, resto della provincia e resto d’Italia) ma viene superato dal danno medio del resto della provincia (380.786 euro) e da quello del resto d’Italia (841.078). E questo nonostante che le 3 imprese che hanno subito il danno più alto in assoluto, fra diretto e indiretto, si trovino tutte nella zona rossa.

Guardando la ripartizione fra i settori, il più colpito risulta l’industria con 77.903.726 euro di danni, seguito dal commercio con 22.804.185 euro e dai servizi alle imprese con 11.452.611 euro. Ancora una volta, il numero più alto di modelli presentati (181) spetta al commercio, che stacca decisamente i servizi alle imprese (42), i servizi alle persone (40), l’industria e il turismo (39).

Confcommercio ha quindi analizzato in maniera più approfondita le diverse voci di danno, notando che il danno diretto patito dall’industria: 35,8 milioni di euro, che corrisponde all’80,7% di tutti i danni diretti dichiarati in zona rossa. Su un totale di 44.397.157 euro di danni diretti subiti da tutti i settori, ben 37.541.184 sono legati alla perdita di immobili, e il resto è ripartito fra macchinari, merce e spese tecniche.

Anche per quanto riguarda i danni indiretti, sono industria e commercio a pagare il prezzo più alto: 14.241.965 euro di costi aggiuntivi di personale per l’industria, pur non avendo interrotto l’attività, e 11.609.199 euro di mancato guadagno per il commercio, sempre senza interruzione dell’attività. È il caso, quest’ultimo, dei tanti negozi e ristoranti che hanno visto scomparire il passaggio della clientela dopo il crollo del ponte e le modifiche alla viabilità.

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