Festa della Donna: il 90% della mimosa italiana è coltivata in Liguria

Secondo i dati forniti da Coldiretti sul classico omaggio floreale della festa che celebra la donna, la sua forza e il ruolo che ricopre nella società

Fiori simbolo dell’estrema femminilità e di collettività, in grado di sbocciare in anticipo rispetto alla primavera astronomica: sono i ramoscelli di mimosa, coltivati per il 90% in Liguria, il classico omaggio floreale della festa che celebra la donna, la sua forza e il ruolo che ricopre nella società. Lo rende noto Coldiretti Liguria sottolineando che, come emerge da una rivelazione online della Coldiretti, mimose e fiori saranno scelti come dono per quasi 1 donna su 3 (34%) mentre un 21% riceverà dolci, cioccolatini e altri doni.

Ad oggi la Liguria, in particolare la zona d’Imperia con le sue circa 1500 aziende che la coltivano in modo ecocompatibile sui tipici terrazzamenti, è la massima produttrice di questo fiore, che già i partigiani portavano in dono alle loro staffette e che negli anni, non  ha perso il suo ruolo per la giornata dell’8 marzo.

Dal punto di vista botanico si tratta in realtà un’acacia dealbata, arbusto sempreverde originario delle zone tropicali, che insieme al genere della mimosa appartiene all’unica famiglia delle Leguminose. Le varietà più diffuse sono la Floribunda e la Gaulois che è più rigogliosa. Le foglie di mimosa, composte da tante foglioline verde chiaro, in caso di pericolo (per esempio se vengono sfiorate o la temperatura supera i 20 gradi) si ritraggono, ed è per questo particolare atteggiamento che ha preso il nome scientifico “mimus”, dal latino attore mimico.

Quest’anno la produzione della mimosa è stabile rispetto all’ anno passato, anche se ha dovuto affrontare il saliscendi dei cambiamenti climatici: partita in ritardo per il gelo e il vento della seconda metà di gennaio, ha recuperato in febbraio con la primavera anticipata per arrivare ad un’ottima produzione di qualità eccellente. Tuttavia il caldo anomalo che ha colpito la regione ha dettato legge anche per il mercato della mimosa, dove l’abbondanza concentrata in un ristretto lasso di tempo ne ha causato, per le aziende locali, la riduzione del prezzo di mercato rispetto all’anno precedente. 

 «La mimosa - affermano il Presidente di Coldiretti Liguria Gianluca Boeri e il Delegato Confederale Bruno Rivarossa – è una pianta che si è adattata molto bene alle zone temperate della nostra regione, soprattutto nel ponente dove la floricoltura è un settore di punta dell’economia locale. La finta primavera ha ingannato molte delle nostre produzioni in campo favorendo un “risveglio” anticipato che ne ha aumentato l’offerta facendo diminuire il prezzo. Ciononostante la richiesta di mimosa ligure non è calata e la qualità del fiore è tale che continua a venire scelta e a portare un grande guadagno per le aziende che lavorano e custodiscono il nostro territorio».

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