Maruska Piredda: "Esiste un business plan per il ribaltamento a mare?"

Maruska Piredda presidente della Commissione Fincantieri ha chiesto un incontro al ministro Passera per il 20 gennaio ma non ha ancora ricevuto risposta

"Esiste un business plan sul piano di rilancio del sito genovese, legato all’operazione di ribaltamento a mare?" ​Con queste parole Maruska Piredda presidente della Commissione d'Inchiesta regionale per Fincantieri pone sul tavolo le criticità del tavolo di discussione intorno al cantiere di Sestri Ponente.

“Già a fine dicembre, la commissione regionale d’inchiesta ha inviato al ministro Corrado Passera la richiesta di un incontro in Regione per il 20 gennaio, ma non abbiamo ancora ricevuto una risposta. Oggi è partito anche l’invito all’amministratore delegato Bono per valutare la sua disponibilità a relazionare davanti alla commissione sul destino dei siti Fincantieri in Liguria."

"Siamo consapevoli che il futuro del cantiere di Sestri Ponente si giocherà sui tavoli romani, ma la Regione ha il dovere di farsi portavoce del territorio e chiedere, attraverso la propria commissione d’inchiesta, risposte chiare e precise ai vertici dell’azienda e del governo. I nodi da sciogliere sono ancora molti."

"Oggi, in assenza di risposte precise, dobbiamo riscontrare come il piano industriale, ufficialmente ritirato a giugno, sia ancora formalmente in fase di attuazione. Vorremmo conoscere, inoltre, la fondatezza delle dichiarazioni dell’amministratore Bono sulle prospettive di acquisire nuove commesse, alla luce delle dichiarazioni espresse da Bono stesso, che ha parlato di comportamenti “autolesionistici” da parte dei lavoratori in sciopero che andrebbero a compromettere le trattative in corso".

"Quello che mi aspetto da parte del ministro Passera - continua Maruska Piredda -  e dei vertici dell’azienda è un forte segnale di discontinuità rispetto al passato, quando le aziende pubbliche, da Fincantieri a Finmeccanica passando per Tirrenia, hanno dato dimostrazione di essere state gestite con poca lungimiranza, con scarsa attenzione agli scenari a medio e lungo termine, trasformando di fatto imprese eccellenti dal punto di vista del know how dei lavoratori in carrozzoni, serviti a dispensare lauti compensi di buona uscita ai propri dirigenti."

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"Un esempio per tutti: i 4 milioni di euro ricevuti dall’ex presidente di Finmeccanica Guarguaglini, coinvolto nell’inchiesta delle tangenti Enav. Gli scioperi e le manifestazioni dei lavoratori chiedono un cambio di rotta preciso: non più carrozzoni in panne sulle autostrade del mercato, ma auto in grado di correre alla stessa velocità dei competitors di tutto il mondo”.

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