Filcams e Cgil contro la liberalizzazione degli orari commerciali

La dura polemica di Filcams e Cgil nei confronti della decisione di liberalizzare gli orari commerciali

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di GenovaToday

In merito alla liberalizzazione degli orari commerciali introdotta dal decreto ‘Salva Italia’ ed alla discussione dallo stesso innescata, la posizione della Filcams Cgil non può essere che univoca.

Contestiamo fermamente, infatti, una liberalizzazione (l’unica sopravvissuta all’attacco delle lobby parlamentari) che, avvalendosi dell’impostazione strumentale “più orario di apertura, più scontrini = incremento dei consumi ed aumento dell’occupazione”, sembra non voler guardare in maniera pragmatica ne’ alle reali motivazioni della crisi dei consumi, ne’ tantomeno ai diritti fondamentali delle lavoratrici e dei lavoratori del settore.

In un quadro normativo di riferimento, in Liguria, che già prevede la possibilità di apertura degli esercizi commerciali per 52 domeniche e tutte le festività, risulta difficile pensare che il problema della flessione negativa dei consumi, sia nella piccola che nella media e grande distribuzione, si risolva grazie alla liberalizzazione selvaggia degli orari.

L’unico strumento per ridare impulso all’economia sta nel  riconsegnare potere d’acquisto a pensioni e retribuzioni: la manovra del Governo, aumentando il peso dell’imposizione fiscale sui redditi da lavoro dipendente, introducendo l’Imu, aumentando l’Iva ed in generale i prezzi al consumo, va in una direzione diametralmente opposta.

Nel contempo, sul lato occupazionale, la stessa manovra non crea opportunità di lavoro stabile e deprecarizzato, ma anzi alimenta ulteriormente il fenomeno del lavoro part time e determinato, fino all’utilizzo di tutte quelle forme di contratto parasubordinato contro il cui utilizzo da tempo la Filcams Cgil e’ impegnata. A ciò si aggiunge un sicuro peggioramento delle condizioni di vita e di lavoro della forza lavoro che rappresentiamo, per la maggioranza femminile, a causa delle sempre maggiori difficoltà di conciliazioni che verranno ulteriormente aggravate da questa manovra.

Auspichiamo pertanto che, così come sta avvenendo in numerose regioni italiane, anche in Liguria venga assunta, non a parole ma nei fatti, una ferma posizione nei confronti di un provvedimento che di fatto ha  esautorato le amministrazioni locali dalla possibilità di concertazione consegnata loro dalla stessa Carta Costituzionale. Cio’ nell’ottica di preservare un grande patrimonio, ovvero la possibilità di concertazione tra istituzioni, associazioni imprenditoriali e parti sociali.                                                                                        

Segreteria Filcams Cgil Genova

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