Fincantieri, cambia il progetto per il ribaltamento a mare

Il nuovo progetto prevede che le attività di ampliamento vengano realizzate per fasi entro il secondo semestre 2024, in linea con i piani industriali presentati da Fincantieri

È stato approvato lo schema di progetto definitivo del ribaltamento a mare di Fincantieri, dopo le modifiche apportate per limitare gli impatti sulle attività industriali esistenti. È quanto emerso dalla riunione del tavolo tecnico-politico, avvenuta oggi in Regione a cui hanno preso parte, tra gli altri, il presidente di Regione Liguria, il sindaco di Genova, l'assessore regionale allo sviluppo economico e i tecnici di Fincantieri, Eni-Porto Petroli, Ferrovie, Autorità di Sistema Portuale, Marina Aeroporto, Capitaneria e Corpo Piloti.

Il nuovo layout presentato oggi dell'ampliamento dello stabilimento contempla le necessità di sviluppo di Fincantieri, garantendo la sua continuità operativa e riduce al minimo le possibili interferenze con le altre realtà industriali presenti nel bacino di Sestri Ponente. Una soluzione condivisa che si è raggiunta grazie al contributo di tutti i componenti del tavolo tecnico e che porterà all'avvio dei lavori entro il 2019. Il precedente layout andava a interferire infatti con le attività del Porto Petroli e di Marina Aeroporto.

Il nuovo progetto prevede che le attività di ampliamento vengano realizzate per fasi e, come richiesto sia dal sindaco di Genova che dal presidente di Regione Liguria, in simultanea secondo quanto già sperimentato in questi mesi per il viadotto Morandi. La road map definita ha, come obiettivo, quello di avere il nuovo bacino operativo per il secondo semestre 2024, in linea con i piani industriali presentati da Fincantieri.

L'ampliamento del cantiere di Sestri Ponente dà l'opportunità di costruire navi da oltre 170mila tonnellate in un bacino di 400 metri, prevedendo lo spostamento a monte della ferrovia e la ricostruzione delle officine di prefabbricazione, rendendole tecnologicamente ancora più avanzate.

Il progetto è stato suddiviso in lotti e prevede anche la sistemazione idraulica del rio Molinassi. Nel corso della riunione è stato deciso di costituire immediatamente una cabina di regia che attraverso due gruppi tecnici di lavoro garantirà il procedere del cronoprogramma.

«Dopo tanto lavoro si è giunti finalmente a un momento di sintesi e di equilibrio nell'area, senza danneggiare nessuno - ha sottolineato il presidente di Regione Liguria -. Questa è una delle opere che riteniamo in assoluto più qualificanti tra gli interventi portuali e grazie alla disponibilità di tutti i soggetti interessati si è potuti finalmente arrivare a una mediazione architettonica e politica. Adesso si tratta di mettere tutte le azioni in fila e farlo in fretta. A questo proposito abbiamo la possibilità di muoverci come struttura commissariale e pertanto, anche di fronte alle difficoltà, potremo essere più celeri. Quel che è certo è che bisogna muoversi rapidamente, per questo chiedo la massima responsabilità e impegno da parte di tutti».

Soddisfatto dell'accordo raggiunto anche il sindaco di Genova, che ha sottolineato «la positività di una soluzione molto intelligente, individuata grazie anche a Fincantieri, alla Capitaneria di Porto e ai Piloti per la cui attuazione serve la collaborazione di tutti in quanto si tratta dello stesso tipo di urgenza del ponte Morandi, anche se non nata da un evento negativo». Il sindaco ha ribadito l'importanza dell'intervento per la città di Genova e per i posti di lavoro all'interno dello stabilimento, che saranno raddoppiati e nell'indotto, triplicati.

L'assessore regionale allo Sviluppo Economico, Porti e Logistica Andrea Benveduti si è detto «estremamente soddisfatto dell'obiettivo raggiunto con la collaborazione di tutti gli enti coinvolti; il nuovo bacino porterà un importante e significativo sviluppo, di livello nazionale e internazionale del segmento della cantieristica che è un pilastro della blue economy ligure».

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