Farmacie comunali, dichiarato lo stato di agitazione: «Il Comune vuole fare cassa»

I lavoratori protestano per le recenti dichiarazioni dell'assessore all'Ambiente, che ha confermato la volontà dell'amministrazione di vendere

Dipendenti di Farmacie genovesi Srl sul piede di guerra dopo le recenti dichiarazioni arrivate da Tursi su un imminente vendita della società.

«Smentiamo categoricamente le affermazioni dell’assessore all’Ambiente Matteo Campora, che nei giorni scorsi si è espresso sulla presunta vendita al fine di “tagliare i costi” e ha dichiarato che i ricavi di Farmacie Genovesi Srl non coprono le spese. Niente di più falso - scrivono i sindacati  Filcams, Fisascat e Uiltucs Liguria - il rendiconto dell’esercizio è pubblico e tutti possono controllare i bilanci consuntivi e preconsuntivi. Per Farmacie Genovesi srl il consuntivo 2016 è stato di + 36.000 euro e il preconsuntivo 2017, non ancora chiuso, di + 59.000 euro».

I lavoratori hanno dichiarato lo stato di agitazione a partire da martedì 20 marzo, puntando il dito contro il tentativo di «capitalizzare quegli impegni finanziari con un’operazione volta solo a “fare cassa”.Tutti i maggiori introiti sono stati investiti nelle ristrutturazioni per rendere le farmacie più moderne, funzionali ed offrire un miglior servizio alla cittadinanza».

«Sembra chiaro - proseguono i sindacati - che per l’amministrazione comunale la logica della vendita è esclusivamente quella del business, mentre non vi è alcun interesse nei confronti della valenza sociale di questo presidio, così importante per la cittadinanza, né tantomeno per il peggioramento delle condizioni a cui i lavoratori andrebbero incontro, in caso di privatizzazione. Le lavoratrici ed i lavoratori vogliono che tutti conoscano la realtà: un’azienda sana, un conto economico in attivo e ricavi superiori ai costi. Nonostante questo, il Comune di Genova non sembra voler desistere dall’intenzione di vendere, solo per spostare quell’introito su altre voci di bilancio».

Del futuro delle farmacie comunali si è più volte discusso anche in consiglio Comunale, e il sindaco Bucci dal canto suo non ha mai smentito l’ipotesi vendita: «Non sono una priorità di questa amministrazione» aveva detto in risposta alla bocciatura di un ordine del giorno che avrebbe dovuto impegnare la giunta a mantenere pubbliche le 8 farmacie della città».

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