L'appello dei tassisti genovesi: «Siamo in un limbo, soli nell'emergenza»

Poche o nulle le protezioni per i tassisti genovesi che, ogni giorno, svolgono un importante servizio pubblico ai tempi del coronavirus

Poche o nulle le protezioni per i tassisti genovesi che, ogni giorno, svolgono un importante servizio pubblico ai tempi del coronavirus. Il coordinamento delle organizzazioni sindacali dei Taxi Genovesi attraverso un comunicato rivolto ai professionisti del settore ha sottolineato diverse problematiche, che non vanno assolutamente sottovalutate e, secondo quanto dichiarato, potrebbero anche portare a un fermo volontario del servizio perché: "Al pari di numerosi altri lavoratori, anche i tassisti sono preoccupati per la propria salute, che mai come adesso coincide con la salute pubblica. Senza indicazioni chiare e senza la disponibilità di dispositivi per la protezione individuale non ce la sentiamo di garantire il servizio"

«In queste drammatiche settimane - si legge nella nota - il coordinamento sindacale ha  provato a comunicare alle istituzioni locali (Prefettura, Regione e Comune) lo stato di profonda crisi generato dalla pandemia dovuta al Covid-19. Speravamo che il tardivo incontro con gli uffici competenti di Regione e Comune, vista l’assenza di risposte dalla Prefettura, portasse all’adozione di un protocollo sanitario ad hoc, che stabilisse con regole operative chiare e condivise con le strutture sanitarie, come dobbiamo comportarci».

Così evidentemente non è stato, come spiegano ancora i tassisti: «L’ordinanza numero 6/2020 della Regione non prevede nulla di tutto ciò, limitandosi a ribaltare sui comuni le responsabilità attribuite dal Dpcm dell’11 marzo alle regioni. Nessuna previsione operativa che possa guidare i comuni nel garantire un regolare e protetto svolgimento del servizio taxi. Né viene previsto alcun tipo di dotazione degli strumenti utili ad effettuare il servizio in sicurezza per gli operatori e per gli utenti».

«Ci preme sottolineare -  proseguono ancora i tassisti che non ci sottrarremo ai nostri obblighi di servizio pubblico, accollandoci ancora una volta gli oneri   che l’emergenza mette a carico della nostra attività e che la politica tutta continua a ignorare, nonostante i nostri puntuali solleciti. Tutti ringraziano i medici, i paramedici e tutti i comparti amministrativi dello Stato e degli Enti locali che stanno gestendo l’emergenza sanitaria. Anche noi li ringraziamo. Poi ringraziamo anche noi stessi: soli a fronteggiare un nemico invisibile che può insinuarsi nelle nostre auto in ogni corsa, ma nonostante questo il servizio non si ferma».

«A fronte della progressiva autoregolamentazione che ci siamo dati - concludono - , non si ritiene di effettuare per ora alcuna variazione di orari e calendarizzazione di licenze in servizio. I colleghi potranno pertanto prestare servizio rispettando le regole di sicurezza previste per tutelare il più possibile la propria incolumità e  quella dei passeggeri: si potranno trasportare al massimo due passeggeri sui veicoli fino a 4 posti e 3 sui veicoli da 5 posti compresi in su al fine di mantenere la maggiore distanza possibile tra l’autista e i passeggeri. Consigliamo inoltre a tutti i colleghi di dotarsi di mascherine con grado di protezione FFP3 e guanti in lattice. Una frequente igienizzazione delle mani è comunque da eseguire, indipendetemente dall’uso dei guanti».

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