Carige: quasi duemila lavoratori a rischio, dipendenti in piazza

Venerdì 3 maggio 2019 dalle ore 15 presidio in piazza De Ferrari tra il palazzo della Regione e il Ducale

La crisi e il futuro di Banca Carige preoccupa i suoi lavoratori, che venerdì 3 maggio 2019 dalle ore 15 si sono riuniti in presidio in piazza De Ferrari tra Regione Liguria e Palazzo Ducale per far sentire la propria voce contro le ultime allarmanti notizie sul futuro dell'istituto. Il presidio è organizzato da Fisac Cgil, First Cisl, Uilca Uil, Fabi e Unisin.

Crisi Carige: ultime tappe e scenari

Per far fronte alla crisi della banca la Bce aveva disposto l'amministrazione straordinaria della banca a inizio gennaio 2019, provvedimento che era poi stato esteso fino al 30 settembre 2019. Il 17 maggio 2019 scade il termine stabilito proprio dalla Banca centrale europea entro il quale dovranno essere presentate offerte vincolanti per la “business combination” (Un’aggregazione aziendale che consiste nell’unione di entità o attività aziendali distinte in un’unica entità tenuta alla redazione del bilancio), considerata fondamentale dalla stessa Bce. Secondo le ultime indiscrezioni solo la società di investimento Blackrock (una delle maggiori società di investimento del mondo) sarebbe in grado di formulare un'offerta, ma a preoccupare i sindacati e i lavoratori sarebbero gli esuberi previsti, che potrebbero essere quasi il doppio (circa duemila) rispetto a quelli del piano industriale presentato dai commissari lo scorso mese di febbraio, che già era stato accolto con scetticismo e preoccupazione da parte dei sindacati.

Crisi Carige: le voci dei sindacati

«Il territorio, le istituzioni, le amministrazioni locali e l'Abi si uniscano al sindacato nel difendere Banca Carige, i suoi lavoratori, i piccoli risparmiatori e le famiglie» hanno dichiarato Luca Maestripieri, segretario generale Cisl Liguria, Rossana Leoncini, segretaria generale First Cisl Liguria e Alessandro Mutini, Responsabile Sas Gruppo Carige, First Cisl.

«Da febbraio scorso, dopo che i commissari hanno presentato il piano industriale che prevedeva esuberi per 1250 persone, tra l’altro giudicato negativamente dalle OO.SS, il confronto si è del tutto interrotto. Non si conoscono piani, progetti e prospettive per il futuro dell'Istituto e dei suoi dipendenti, se non dalle continue e talvolta contraddittorie indiscrezioni circolate in questi giorni. Banca Carige è un patrimonio per la Liguria, per Genova e per molti altri territori e gestisce ancora un’ingente massa di denaro, frutto del risparmio delle famiglie e delle piccole e medie imprese: se qualcuno pensa veramente di venire qua a farsi “la passeggiata” e mangiarsi il boccone grosso senza fare i conti con il sindacato, sbaglia di grosso. Chi si chiama fuori oggi ne risponderà in futuro. Se lo scenario è quello prefigurato dai rumors di questi giorni, dove è chiaro chi ci guadagna, così com'è altrettanto chiaro chi paga il conto, cioè lavoratori, imprese e famiglie, il sindacato si farà trovare pronto con ogni iniziativa utile a contrastare il declino della banca e del territorio. Chiediamo pertanto al Governo, alle istituzioni, agli enti locali e all'Abi di non girarsi dall'altra parte ma di unirsi al sindacato nella battaglia per la  salvaguardia di Banca Carige», hanno concluso Maestripieri, Leoncini e Mutini 

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