Carige, Malacalza chiede 480 milioni di danni

Malacalza Investimenti aveva il 27,5% della banca e, dopo la ricapitalizzazione, si trova a poco più del 2%

MAlacalza (a destra) con Bastianini e Tesauro

Malacalza Investimenti ha chiesto un risarcimento di quasi 482 milioni a Carige, Fondo Interbancario di tutela dei depositi, Schema volontario e Cassa centrale banca. La causa punta contro l'imponente 'trasferimento forzoso di ricchezza' dai vecchi ai nuovi azionisti, che avrebbero sottoscritto a un prezzo molto basso e vantaggioso l'aumento di capitale da 700 milioni, votato all'assemblea dello scorso 20 settembre.

Il punto fondamentale è che Malacalza aveva il 27,5% della banca e, dopo la ricapitalizzazione, si trova a poco più del 2%. Pur rinunciando alla sospensiva, la richiesta punta al pagamento dei danni. Uno degli argomenti per impugnare la delibera dell'assemblea di Carige sull'aumento di capitale è che sia stato illegittimamente escluso il diritto di opzione degli azionisti.

Secondo Malacalza Investimenti la delibera non è valida perché il prezzo delle azioni è stato determinato in violazione del principio della parità contabile, senza collegamento al patrimonio netto che al 30 giugno 2019 era indicato in 1,5 miliardi per diventare 30 volte di meno all'assemblea.

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