Banca Carige affonda in Borsa. Malacalza nella sede della Bce

Il titolo ha chiuso con un -18,75% dopo la decisione del gruppo Malacalza di non sottoscrivere un nuovo aumento di capitale. Oggi incontro con l'autorità di vigilanza nella sede della Bce

Malacalza (a destra) con Tesauro e Bastianini

Il mancato via libera all'aumento di capitale da 400 milioni pesa sul titolo di Banca Carige, in calo del 18,75% in Borsa di Milano nella seduta di giovedì 27 dicembre 2018. Il titolo della banca, nel caos dopo la decisione dei Malacalza, i suoi maggiori azionisti, di astenersi in assemblea sull'operazione di ricapitalizzazione, vale 0,0013 euro e capitalizza poco più di 71 milioni di euro.

Sui listini non si ferma l'ondata di volatilità che ha caratterizzato tutto il mese di dicembre. Dopo il rimbalzo di ieri, Wall Street crolla di nuovo, e perde con il Dow Jones il 2,1% a 22.385 punti. Il tracollo degli indici americani, già sottoposti a forti tensioni nelle sedute precedenti, impaurisce i listini europei. La Borsa di Francoforte perde quasi il 3%, Londra cede il 2%. Sono negative anche Parigi (-1,259, Madrid (-1,85%) e Amsterdam (-1,2%).

Il Ftse Mib risente delle incertezze sul settore bancario. Carige cede il 18,75%, Mps perde il 4,7%. Negative anche Banco Bpm (-2,5%), Bper (-1,7%) e Unicredit (-2,12%). Fca entra in asta di volatilità per eccesso di ribasso, con un teorico -5,3%. Male anche Tim (-4%) e il settore del risparmio, dopo i deflussi da 4 miliardi di euro evidenziati da Assogestioni nel bollettino di novembre. Azimut cede il 3,7%, Banca Generali il 2,67%.

A pesare sulle piazze finanziarie europee la diffusione del bollettino della Banca centrale europea secondo cui l'attività economica mondiale dovrebbe subire una decelerazione nel 2019 e mantenersi successivamente stabile. Ma soprattutto pesa il giudizio negativo sull'Italia, le cui violazioni agli impegni presi sulla manovra e consegiente aumento del debito, avrebbero ripercussioni sulle prospettiva dell'intera Eurozona.

Nel frattempo Davide e Mattia Malacalza, i proprietari della Malacalza Investimenti insieme al padre Vittorio, prima azionista di Banca Carige con oltre il 27%, si sono recati questo pomeriggio nella sede della Bce per un incontro con l'autorità di vigilanza.

«Il governo e le istituzioni locali non consentano che la comunità genovese e ligure, i cittadini, i risparmiatori e i lavoratori siano colpiti anche dalla distruzione della Banca Carige. Se ciò accadesse, oltre ai responsabili diretti, anche chi non ha fatto nulla per evirarlo ne porterebbe la responsabilità. Chiediamo che il sindacato non sia lasciato solo nella difesa del territorio e dei lavoratori. Chiediamo che ognuno faccia la propria parte e si mobiliti affinché venga individuata una soluzione, cosa ancora possibile per il valore della Banca, per chi in essa lavora e per ciò che essa ancora rappresenta per il territorio in cui opera», così scrivono in una nota Luca Maestripieri, segretario generale Cisl Liguria, e Alessandro Mutini, responsabile Sas Gruppo Carige, First Cisl.

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