Ex Ilva: Arcelor Mittal propone 6.300 esuberi, scatta lo sciopero

L'incontro al Mise non ha dato i frutti sperati, anzi, Arcelor Mittal ha presentato un piano industriale che i sindacati hanno giudicato irricevibile. Per questo è stato proclamato uno sciopero di 24 ore in tutti gli stabilimenti

Volti scuri al termine del confronto al Mise fra sindacati e Arcelor Mittal. Fim, Fiom e Uilm hanno proclamato uno sciopero di 24 ore per tutti i lavoratori dell'Ex gruppo Ilva e dell'indotto il 10 dicembre prossimo dopo l'aggiornamento del piano industriale presentato dall'azienda.

«I 6.300 esuberi ipotizzati da Arcelor Mittal non possono neanche essere presi in considerazione. Per Fim, Fiom e Uilm l'accordo del 6 settembre 2018 è ancora valido e vincolante», dicono unitariamente al termine del confronto. Oltre allo sciopero ci sarà anche una manifestazione a Roma che confluirà nell'iniziativa di Cgil, Cisl e Uil già programmata a piazza Santi Apostoli.

«Arcelor Mittal ha presentato un piano industriale che prevede 6.300 esuberi tra Taranto e l'amministrazione straordinaria. Questo piano fa carta straccia del contratto di assegnazione e dell'accordo sindacale. L'accordo del 6 settembre del 2018 prevede zero esuberi anche attraverso la clausola di salvaguardia. E il piano presentato dall'azienda significa la chiusura progressiva dell'ex Ilva», il commento di Francesca Re David, segretaria generale Fiom-Cgil, che aggiunge: «Ogni confronto non può prescindere dalla produzione di acciaio prevista dal piano industriale, dalla piena occupazione oltre che dall'attuazione del piano ambientale».

«Per noi non esiste alcuna possibilità di aprire una discussione di merito se la proposta dell'azienda rimane questa. se invece l'azienda conferma il piano industriale di un anno fa, non ci tireremo indietro da un confronto». Così la leader Cisl Annamaria Furlan.

Il ministro Stefano Patuanelli ha garantito l'impegno del governo. «La multinazionale - dice Patuanelli -, invece di fare passi avanti ha fatto molti passi indietro dichiarando una quantità di esuberi inaccettabile. Un nuovo piano è possibile se si progetta una nuova idea di produzione siderurgica, se si garantisce il massimo livello occupazionale, se si introducono nuove tecnologie di produzione. Altrimenti ricordo che il piano da cui partire è quello firmato dalla stessa azienda circa un anno fa, non vent'anni fa. Lo Stato c'è - conclude il ministro -, non molliamo ed entro lunedì presenteremo la proposta del Governo».

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