Dai Meganoidi a Bruno Morchio, campagna social contro lo sgombero dello Zapata

Mobilitazione via Facebook contro l'annuncio dell'assessore alla Legalità, Stefano Garassino, sullo sgombero del centro sociale di Sampierdarena

Riccardo Armeni, bassista dei Meganoidi; lo scrittore Bruno Morchio, papà del celebre investigatore genovese Bacci Pagano; e ancora musicisti, attori, registi e “semplici” genovesi che hanno deciso di schierarsi contro la decisione di sgomberare il centro sociale Zapata di Sampierdarena.

La campagna, come spesso accade, parte sui social, e si sta diffondendo a macchia d’olio con un hashtag dedicato, #iostoconlozapata, che è già comparso su decine di bacheche. Il riferimento è all’annuncio che l’assessore comunale alla Legalità, Stefano Garassino, ha fatto in consiglio comunale: rispondendo a un’interrogazione presentata dal consigliere leghista Davide Rossi sullo sgombero del Terra di Nessuno, Garassino aveva chiarito che «i centri sociali saranno trattati come una qualsiasi altra associazione: chi non paga chiude e chi non si attiene alle regole chiude», citando anche lo Zapata tra i centri che verranno chiusi per primi.

«Lo Zapata da 25 anni è un luogo di aggregazione, cultura, autorganizzazione sociale e politica nel cuore di Sampierdarena - è la replica via social - È uno spazio aperto che da sempre combatte razzismo, fascismo, sessismo e sfruttamento. Oggi, come ieri, lo Zapata è attivo nel quartiere e ospita una palestra popolare, spettacoli teatrali, un birrificio artigianale, concerti e tutto questo in forma gratuita o ad un prezzo accessibile a tutti e tutte».

«La Lega ci vuole sgomberare perché i centri sociali sono l'esatto opposto della cultura e dei valori che loro vorrebbero diffondere - concludono i gestori dello  Zapata - All'assessore Garassino rispondiamo che non sarà così semplice sgomberare 25 anni di storia».

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