Miasmi dalla Volpara, allarme e proteste tra i residenti

Con l'inizio dell'estate e l'innalzamento delle temperature sale la preoccupazione tra gli abitanti di Staglieno per l'aria resa irrespirabile dalle esalazioni provenienti dall'impianto Amiu

Miasmi fortissimi che invadono non soltanto le abitazioni, ma anche le scuole della zona, l’istituto comprensivo che ospita medie ed elementari: è allarme a Staglieno, soprattutto in vista del periodo più caldo, per le esalazioni provenienti dall’impianto Amiu della Volpara, non soltanto per questioni di vivibilità, ma anche di salute.

Rimasto ormai l’unico impianto di gestione rifiuti cittadino (in attesa della riapertura di Scarpino, nuovamente rimandata), la Volpara accoglie ogni giorno decine di camion carichi di rifiuti che vengono compattati in loco e poi mandati fuori regione, e ospita 10 vasche per la raccolta rifiuti e un fangodotto collegato al depuratore di Punta Vagno. E per gli abitanti dei palazzi che si affacciano su lungobisagno Dalmazia e sulle vie adiacenti l’aria, soprattutto in estate, diventa irrespirabile, tanto da costringerli a tenere chiuse le finestre nonostante il caldo, con conseguenti malori legati alle alte temperature e ai miasmi stessi.

La situazione è d’altronde ormai nota, e da anni ormai i residenti portano avanti una battaglia a colpi di istanze e segnalazioni alla polizia Ambientale e all’Asl per tentare di trovare una soluzione. Dell’argomento se n’è riparlato anche in Regione, con il Movimento 5 Stelle che ha chiesto al governatore Toti di «attivarsi per porre rimedio alle evidenti lacune in sede di valutazione di Impatto Ambientale, che non hanno permesso di affrontare le problematiche di emissioni odorigene e sanitarie, e di avviare una tempestiva procedura di Valutazione di Impatto Sanitario in coordinamento con Città Metropolitana, Comune Arpal e Asl».

«Da anni l'impianto ha prodotto e continua a produrre miasmi a pochi passi dalle abitazioni - ha ricordato il portavoce dei pentastellati in Regine, Marco De Ferrari, nel corso di un’interrogazione presentata in aula - Già nel 1996 il Comune di Genova manifestava all'allora Usl la necessità di approfondire gli effetti delle emissioni dell’impianto. Nel frattempo, in seguito anche alla chiusura della discarica di Scarpino, sono notevolmente aumentati i quantitativi e le tipologie di rifiuti in entrata all’impianto, senza che le autorizzazioni rilasciate valutassero adeguatamente gli impatti ulteriori e definissero l’introduzione, prescrittiva, di misure di mitigazione adeguate a tali impatti».

La richiesta è quindi quella di avviare una nuova e più aggiornata valutazione che tenga conto dell’impatto sanitario dei miasmi e della compatibilità dell’impianto della Volpara con il sito in cui è stato collocato: “Ci riserviamo di riportare il caso convocando congiuntamente le Commissioni Salute e Ambiente”, ha concluso De Ferrari. 

Tiziana Merlino, direttore generale di Amiu, ha intanto confermato che la discarica di Scarpino, chiusa dal 2014 dovrebbe riaprire entro la metà di luglio: lunedì 11 giugno è stata pubblicata nell'albo pretorio della Città Metropolitana, l'autorizzazione all'apertura, a un mese e un giorno di distanza dalla Conferenza dei servizi che aveva dato il primo via libera.

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