Coronavirus: dai sintomi alla presa in carico sino al ricovero, la gestione in Liguria

La Regione e Alisa hanno istituito una task force dedicata e individuato il protocollo da seguire sia per i cittadini sia per gli operatori sanitari: i dettagli

Anche in Liguria è stata attivata una task force di esperti riservata alla gestione dell’emergenza (diventata mondiale, dopo indicazioni dell’Oms) coronavirus. Dopo la conferma dell’arrivo del virus cinese anche in Italia, con i primi due casi a Roma, Regione Liguria e Alisa hanno confermato di avere costituito un team di lavoro che nei giorni scorsi si è  riunito aggiornandosi e adeguandosi alle linee guida dettate dall’Istituto Superiore di Sanità. A coordinarlo Alisa, che ha tracciato la gestione di eventuali casi sin da quando i sintomi dovessero presentarsi.

«Lo sforzo fatto sin da subito è stato quello di ripercorrere i possibili punti di accesso di ipotetici caso di infezione da nuovo coronavirus, e controllare il pericolo di trasmissione - conferma il dottor Filippo Ansaldi, epidemiologo a capo della task force coordinata da Alisa - Come primo riferimento abbiamo preso o medici di medicina generale, che sanno come individuare eventuali casi e come procedere in caso di sintomi preoccupanti».

«Una volta individuato un potenziale caso - prosegue Ansaldi - abbiamo affidato al 118 il paziente ancora caso sospetto, e poi stabilito di inviarli tutti al Policlinico San Martino, hub regionale per quanto riguarda gli adulti, o al Gaslini. Il caso verrebbe confermato soltanto una volta arrivata una seconda conferma anche da parte dello Spallanzani di Roma, centro di riferimento nazionale. Tutti i reparti di malattie infettive sono stati allertati e hanno rivisto i protocolli di accesso per pazienti con malattie a trasmissione aerea o tramite contatto, in caso di incremento dei casi sono in grado di accoglierli e gestirli e utilizziamo un’apposita scheda per le segnalazioni alovello nazionale».

A oggi la Liguria è considerata una regione a rischio moderato: non ci sono volo diretti dalla Cina, e i passeggeri in arrivo all’aeroporto Colombo provenienti da zone a rischio sono comunque controllati negli scali primari collegati direttamente con la Cina o i paesi in cui l’epidemia è diffusa. Roma Fiumicino e Malpensa, dunque, per quanto riguarda l’Italia, e i principali hub europei connessi al Colombo. Nessun rischio di contagio, invece, è stato individuato nelle merci, dato importante tenuto conto del fatto che nel porto di Genova il 22% delle merci in arrivo proviene dalla Cina.

Coronavirus, come riconoscere i sintomi e cosa fare

Il coronavirus ha un ampio spettro di sintomi, caratteristica che influisce moltissimo sul sistema di sorveglianza e la capacità di risposta nel prenderlo in carico. La Mers in Medioriente fece scattare un’emergenza globale, si trasmetteva dai dromedari all’uomo e aveva una letalità molto elevata: in quel caso, la sorveglianza e l’identificazione di casi era più semplice proprio alla luce dei sintomi chiari ed evidenti. Il nuovo coronavirus proveniente dalla Cina, invece, ha sintomi molto vari, da molto moderati, simil influenzali, a polmoniti molto gravi. La circolazione del virus è quindi più facile, perché è più difficile riconoscere e identificare il caso sospetto, confonderlo con un’influenza o di contro aggravare i sintomi di una classica influenza.  

I casi sospetti, come chiarito dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, sono pazienti che presentano sindromi respiratorie gravi, febbre alta, tosse, affaticamento respiratorio e provengono dalla Cina, o sono venuti in contatto con pazienti cui è stato ufficialmente diagnosticato il coronavirus: «Anche se una persona proviene dalla Cina e ha febbre o tosse - specifica però Ansaldi - non è detto che abbia contratto il virus: diventa un caso solo se c’è stato contatto con un caso sospetto e confermato».

Che fare, dunque, se si sospetta un contagio? «Bisogna chiamare il 112 - spiega Ansaldi - gli operatori sono stati formati e sanno esattamente cosa fare. Il sistema sanitario può fare fronte a eventuali contagi senza problemi».

«Non esistono casi segnalati sul territorio regionale - ha ricordato Toti - In aeroporto ci siamo premurati di prendere contromisure, non sbarcano direttamente passeggeri potenzialmente provenienti da aree di contagio, lo screening avviene a Malpensa e Fiumicino, chi arriva a Genova è già stato intercettato e controllato».

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«Il ministero della Salute ha dato diversi input e siamo quotidianamente in contatto - ha aggiunto l’assessore regionale alla Sanità, Sonia Viale - in caso di segnalazioni è prevista prima una verifica a livello locale, e poi una seconda verifica dell’Istituto Superiore di Sanità tramite lo Spallanzani di Roma».

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