Violenza sulle donne, solo il 15% riesce a denunciare

Stando ai dati diffusi dalla Regione, sono state 855 le donne che si sono rivolte ai centri anti-violenza nel 2017. Di loro, soltanto 135 hanno deciso di rivolgersi alle autorità

Sono state 855 le donne che si sono rivolte ai centri anti violenza liguri da gennaio a oggi, 700 delle quali hanno effettuato un primo colloquio di valutazione con le operatrici dei centri, e poco più della metà (414) ha proseguito il percorso fino a una presa in carico vera e propria. Al netto degli accessi ai centri, però, soltanto 135 sono arrivate a denunciare alle autorità, e cioè circa il 15%.

I dati: meno della metà della metà si rivolge alle autorità

Questi i dati diffusi dalla Regione in vista della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, celebrata sabato 25 novembre: numeri in linea con quelli del 2016, che mette in luce quanto ancora ci sia da lavorare per far sì che tutte le donne si sentano libere e sicure di denunciare i maltrattamenti, le violenze e gli abusi di cui sono vittime. Stando agli altri dati arrivati sul tavolo della Regione, che ha siglato una collaborazione con le Procure liguri e la Polizia Giudiziaria, da aprile 2015 ad agosto 2017 sono state 209 le persone che hanno portato avanti la loro causa in sede giudiziale, per un totale di 1.385 accessi al Pronto Soccorso legati a violenze. Di queste, 28 sono minori.

«Questi dati confermano la necessità di un lavoro comune, di una rete sempre più fitta che sappia tenere agganciate le donne in un percorso compiuto che vada dalla prima presa di contatto con un centro alla giustizia fino all'aula di tribunale - è stato il commento dell’assessore Regionale alle Pari Opportunità, Ilaria Cavo - Senza considerare la parte sommersa del fenomeno, ovvero le donne che non trovano la forza di chiedere aiuto o denunciare le violenze subite, queste cifre di dicono che  la metà delle donne che si rivolgono ai centri anti violenza porta a termine il percorso di presa in carico e solo la metà di questa metà si sviluppa poi in un procedimento giudiziario. Per questo è fondamentale, da un lato, mantenere il sostegno dei centri e, dall’altro, proseguire la collaborazione tra Istituzioni, mettendo in campo anche iniziative di sensibilizzazione, di formazione e di sostegno concreto alle donne».

Contributi dalla Regione per aiutare a uscire dal tunnel della violenza

A oggi la Regione ha destinato oltre 137mila euro all’autonomia abitativa delle vittime di violenza, attraverso contributi per spese di trasloco, affitto e utenze, e l’assessorato alle Pari Opportunità sta elaborando un bando rivolto alle aziende per favorire la loro assunzione: «Abbiamo inoltre abbiamo dedicato 900mila del Fondo sociale Europeo, attraverso un bando emanato nel marzo scorso, a progetti per il supporto alle vittime - conclude l’assessore Cavo - al trattamento degli uomini autori di violenza e ad azioni di prevenzione precoce in ambito scolastico, di cui renderemo note in questi giorni renderemo note le graduatorie”.

Nei prossimi mesi dovrebbe anche partire il percorso di formazione del personale dei centri anti-violenza e dei servizi di emergenza sanitaria per migliorare il lavoro di rete in materia: a oggi sono 8 i centri anti-violenza in Liguria, 1 a Imperia, 1 a Savona, 2 Genova, 1 a Mignanego, 1 a Chiavari e 2 alla Spezia, tutti collegati al numero nazionale 1522.

Le iniziative per la Giornata Internazionale contro la violenza sulle Donne

Nell’ambito delle azioni di sensibilizzazione alla cittadinanza, in occasione della Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne, Regione Liguria e Comune di Genova hanno organizzato una serie di eventi in collaborazione con Ipasvi (Collegio degli Infermieri di Genova):

- Venerdì 24 novembre è in programma “Facciamo muro contro la violenza”, che si snoderà tra piazza De Ferrari e Palazzo Ducale. Fra gli appuntamenti, dalle 14.30 in piazza De Ferrari sono previsti laboratori di creatività e presentazione di esperienze delle Associazioni e dei Centri anti-violenza presso la Sala della Trasparenza; alle 19 a Palazzo Ducale (porticato) proiezione del docu-film “Futuro è donna” con Jo Squillo e Francesca Carollo. Alle 21 verrà poi inaugurato il Muro dell’Arte, che prende il posto del vecchio Muro delle Bambole, alla presenza della vicepresidente e assessore alla Sanità di Regione Liguria Sonia Viale, dell’assessore alle Pari Opportunità di Regione Liguria Ilaria Cavo, dell’assessore al Personale del Comune di Genova Arianna Viscogliosi, di Jo Squillo, Giusy Versace, Valentina Pitzalis. 

- Sabato 25 novembre a Terrazza Colombo si svolge il convegno “Divieto di femminicidio” organizzato da Regione Liguria e a cui parteciperanno la vicepresidente e assessore alla Sanità Sonia Viale e l’assessore alle Pari Opportunità Ilaria Cavo, oltre che dell’assessore del Comune di Genova Arianna Viscogliosi. Interverranno anche il Procuratore Generale di Genova Valeria Fazio e il Prefetto Fiamma Spena. Una parte dell'incontro sarà dedicato all'associazione "Divieto di femminicidio" con gli interventi di Pier Paolo Greco (avvocato e presidente dell’Associazione) e dagli altri rappresentanti Alessandra Zedda, consigliere della Regione Sardegna, Alessandra Moretti, consigliera Regione Veneto, Flaminia Bolzan, criminologa, Chiara Baschetti, attrice e modella. Alla mattina di lavori parteciperanno anche Jo Squillo, i rappresentanti delle istituzioni, la consigliera di parità Laura Moretti con interventi di realtà e fondazioni che porteranno progetti per questo settore (come Aida, fondazione Costa e l'istituto Ruffini che ha attivato laboratori sul tema specifico della paura delle donne di perdere i figli, in caso di denuncia). 

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