Morandi, 31 proposte per il 'Parco del ponte'. Si avvicina il momento delle esplosioni

Nel frattempo sono in corso alcune delle opere di mitigazione in previsione della demolizione delle pile 10 e 11 tramite cariche esplosive

Una delle vasche sull'impalcato

Entra nel vivo il concorso internazionale di progettazione voluto dal Comune di Genova per avviare il processo di rigenerazione urbana, sociale e ambientale dell'area della val Polcevera colpita dal crollo di ponte Morandi lo scorso 14 agosto. Sono 31 in tutto le candidature pervenute per il Masterplan di Rigenerazione del “Quadrante Val Polcevera” e del Nuovo Parco Urbano, denominato “Il Parco del Ponte”.

Si tratta del primo grado della gara in forma anonima, in cui una giuria di esperti - che inizierà a lavorare nei prossimi giorni - selezionerà le sei proposte finaliste. Il successivo approfondimento dei progetti si concluderà a settembre con la proclamazione del vincitore, cui seguirà l'affidamento di un incarico progettuale per le aree pubbliche da riqualificare.

«Sono estremamente soddisfatta per la numerosa partecipazione a quello che considero il più importante concorso di progettazione mai bandito dal Comune di Genova - sottolinea l'assessore all'urbanistica del Comune di Genova, Simonetta Cenci -. La finalità è ridisegnare e ripensare una parte di città, che è stata ferita e sta subendo una riqualificazione urbana e produttiva, attraverso un'importante e simbolica opera di rigenerazione connotata da una alternanza tra aree produttive (Parco Produttivo) e spazi verdi, piazze, aree sportive, percorsi ciclabili e pedonali di dimensione notevole e di grande attrattività e vitalità per la città intera».

Il concorso di progettazione “Il Parco del Ponte” è stato bandito dal Comune di Genova in collaborazione con il Consiglio Nazionale degli Architetti (Cnappc) e con l'Ordine degli Architetti di Genova Ppc.

Nel frattempo sono in corso alcune delle opere di mitigazione in previsione della demolizione delle pile 10 e 11 tramite cariche esplosive. Sopra l'impalcato sono state create delle vasche piene d'acqua, che verranno fatte saltare nello stesso istante in cui saranno fatte esplodere le cariche esplosive sopra la pila.

Sono in via di completamento i cumuli di detriti, sottostanti le pile 10 e 11 per assorbire le vibrazioni causate dal crollo. Infine sono in via di installazione i ponteggi con le reti di protezione e anche le cosiddette "vesciche" piene d'acqua che sono state posizionate sulle "gambe" delle pile. Le "vesciche" sono considerate la prima barriera per mitigare le polveri proprio perché applicate in prossimità dei fori da mina dentro ai quali saranno posizionate le cariche esplosive. Si prevede di utilizzarne circa 4000. Nei prossimi giorni si procederà con ulteriori attività sempre nell'ambito delle opere di mitigazione.

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