Crollo Morandi, è il giorno della Valpolcevera: manifestazione e corteo

Lunedì alle 9 raduno e poi partenza del corteo da piazza Caricamento: partecipano residenti e commercianti della vallata, ma anche rappresentanti degli sfollati e tutti coloro che vogliono manifestare solidarietà

Ci sono residenti e lavoratori della Valpolcevera, da cui è partita l’iniziativa, ma al loro fianco sono presenti anche gli sfollati della zona rossa, in segno di unità e supporto, e Fiom e Cgil, che partecipano però senza bandiere o simboli di alcun genere: è la manifestazione “Oltre il ponte c’è”, organizzata dagli abitanti della Valpolcevera, partita da palazzo San Giorgio per chiedere provvedimenti concreti e adeguati per salvare un’intera zona dall’isolamento, commerciale e sociale, nello stesso giorno in cui in prefettura il ministro Toninelli partecipava a un tavolo con le autorità e la commissaria europea ai Trasporti, Violeta Bulc.

Il corteo

I manifestanti si sono radunati intorno alle 9 davanti a palazzo San Giorgio, per poi percorrere via San Lorenzo e giungere di fronte al palazzo della Regione, in piazza De Ferrari, dove si è tenuto un presidio prima dell'incontro con le autorità.

Video: la Valpolcevera in corteo, le testimonianze

Come promesso, nessun simbolo legato a partiti od organizzazioni sindacali è stato avvistato nel lungo corteo, ma tanti striscioni che evidenziavano il disagio degli abitanti della Valpolcevera, e musica (la colonna sonora della manifestazione è "Another brick in the wall" dei Pink Floyd).

Il sentimento di solidarietà è forte, la partecipazione altissima: migliaia le persone che sono scese in strada, presenti al corteo anche una rappresentanza degli sfollati, degli studenti del Gastaldi e molti commercianti dei quartieri limitrofi, che in segno di vicinanza hanno abbassato le saracinesche per essere presenti. «Ringraziamo tutti coloro che oggi si sono presi un giorno di ferie per partecipare», hanno più volte sottolineato gli organizzatori al megafono.

Alle 9,30 circa il corteo è partito da palazzo San Giorgio, al grido di «Bucci, aprici le strade», e «Lavoro, strade, sanità», dirigendosi verso San Lorenzo. I manifestanti sono arrivati in via San Lorenzo intorno alle 9,50, dove hanno sostato in segno di protesta: «Blocchiamo simbolicamente San Lorenzo così come sono bloccate le strade della Valpolcevera».

Il presidio a De Ferrari, muro simbolico davanti alla Regione: «Liberate la Valpolcevera»

Il corteo è arrivato in piazza De Ferrari poco dopo le 10, e sotto la sede della Regione i cittadini hanno esibito uno striscione con sopra disegnato un muro, a simbolica rappresentazione di quello, invisibile ma apparentemente insormontabile, che si è creato dopo il crollo del Morandi e che ha diviso in due la città isolando la Valpolcevera.

«Siamo abituati a stare dietro un muro, ci sentiamo intrappolati» hanno gridato i manifestanti da dietro lo striscione, chiedendo al governatore Toti (in prefettura per l'incontro con Toninelli) di accoglierli nella sede della Regione Liguria. La colonna sonora è stata nuovamente "Another brick in the wall" dei Pink Floyd. Al megafono, gli organizzatori hanno ricordato le 43 vittime del crollo del ponte, invitando anche gli sfollati a unirsi: «Siamo una comunità intrappolata, anch’essa sequestrata, perennemente in coda e nel traffico per raggiungere scuole, luoghi di lavoro e ospedali - è lo sfogo - 70mila abitanti costretti a vivere un presente da incubo e un futuro di incertezza e povertà con quartieri che rischiano di perdere il loro tessuto commerciale e la loro identità. Abbiamo aspettato troppo, la pazienza è finita».

Alla fine una delegazione conposta da 12 persone - rappresentanti di residenti e commercianti della Valpolcevera, di Certosa, degli sfollati - hanno ottenuto un incontro con il sindaco e commissario per la ricostruzione Bucci e il governatore e commissario per l'emergenza Toti, iniziato poco dopo le 11.30. All’arrivo di Toti e Bucci in Regione, terminato l'incontro in prefettura con Toninelli, i cori dei manifestanti hanno ripreso vigore, accompagnati da qualche fischio: «Bucci aprici le strade», hanno chiesto i residenti della Valpolcevera a gran voce da dietro lo striscione a forma di muro, e ancora «risposte, risposte».

Successivamente, invitato a parlare dai manifestanti per il suo impegno in favore della popolazione colpita dalla tragedia di Ponte Morandi, ha preso la parola don Valentino Porcile: «Genova è in croce, divisa in senso orizzontale e verticale, e non accettiamo elemosine nè di sopravvivere - ha dichiarato tra gli applausi - si chiede di vivere e vivere bene e per questo si accettano solo risposte concrete e certezze, non verbi al futuro o promesse vuote».

Violeta Bulc: «Europa pronta a fare la sua parte»

Nelle ore in cui il corteo sfilava per le vie del centro città, la prefettura ospitava l'incontro tra la commissaria europea ai Trasporti, Violeta Bulc, il ministro Danilo Toninelli, il vice ministro ai Trasporti, Edoardo Rixi, e Bucci e Toti nel doppio ruolo di sindaco e governatore e commissarei. Al termine dell'incontro, Bulc ha promesso di dare una mano a Genova e alla Liguria: «Sono qui per onorare la  memoria delle vittime e dare un contributo a tutte la famiglie che  stanno soffrendo e soffrono per questa tragedia; per discutere con il governo e le autorità locali della possibilità di rispondere ai bisogni della popolazione e per offrire una  panoramica dei mezzi e degli strumenti che l'Unione europea può offrire. È improntate assicurare subito il  ripristino dei collegamenti regionali, terminale importantissimo  dell'Unione europea».

Toninelli: «Decreto scritto col cuore, non contestatelo»

Nel corso della conferenza stampa in prefettura ha parlato anche il ministro Toninelli, che ha dichiarato: «Il decreto sarà migliorato e invito a non contestarlo perché è scritto non solo con il cuore vicino a Genova ma anche con una tecnica giuridica che permetterà al commissario straordinario di poter lavorare bene senza preoccuparsi di quei ricorsi che se avessimo scritto il dl meno bene ci preoccuperebbero. Il governo è impegnato dal 14 agosto, giorno e notte, per ridare a Genova la normalità perduta».

Toninelli, prima di entrare nella sede della Guardia Costiera, ha incontrato una delegazione di abitanti sfollati dalla zona rossa. «Siamo qui per ascoltare. Porteremo a Roma le loro istanze. Contiamo di dare risposte anche attraverso l'aiuto dell'Ue», ha detto il ministro.

Toti: «Speriamo che il decreto sia scritto anche con il cervello».

«Speriamo che il decreto sia scritto anche con il cervello - ha dichiarato invece il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti -. Ci auguriamo tutti che il decreto  sia a prova di ricorsi ma lo verificheremo purtroppo sulla nostra  pelle tra pochissimo».

Bucci: «Sfollati priorità numero uno»

Nel pomeriggio il sindaco di Genova e commissario per la ricostruzione, Marco Bucci, ha incontrato una delegazione di sfollati della zona rossa. «Gli sfollati sono la priorità numero uno - ha detto Bucci -, abbiamo parlato con i rappresentanti e lavoriamo tutti insieme per l'obiettivo di tornare case. Il secondo obiettivo è la viabilità. L'altra priorità evidente è non isoliamo la Valpolcevera».

«Questa mattina - ha aggiunto Bucci parlando di viabilità nelle zone coinvolte dal crollo - abbiamo chiesto il dissequestro di parte di via 30 Giugno 1960, spero in un risultato a breve. Stiamo lavorando su un bypass per via Fillak e anche per corso Perrone e via Perlasca che però richiedono più dati che per ora non siamo in grado di avere». Sulla richiesta arrivata da cittadini e commercianti della zona di aiutare la Valpolcevera a uscire dall'isolamento, Bucci ha aggiunto: «I cittadini lo hanno detto chiaro e io sono d'accordo con questo. Tutto quello possiamo fare per ricostruire la viabilità, tutto quel che serve per avere un quartiere e una valle come si deve è priorità per l'amministrazione».

Decreto Genova, rimandata l'approvazione per le modifiche

La richiesta dei residenti della Valpolcevera riguarda soprattutto la viabilità a l'apertura delle strade di sponda (Via 30 Giugno in primis), ma anche la difesa dei posti di lavoro contro un decreto che non considera le piccole e grandi imprese della vallata, e la tutela del diritto alla salute potenziando i servizi sanitari. E ovviamente anche di rimettere mano a un decreto che da mesi ormai i genovesi attendono con ansia per vedere quali provvedimenti sono stati presi per gestire la città dopo il crollo di ponte Morandi: la prima versione, presentata la scorsa settimana, una incassato un coro unanime di proteste più o meno veementi soprattutto per la parte legata alle coperture economiche, ma un altro problema riguarda la gara per la ricostruzione del ponte.

La decisione di escludere totalmente Autostrade per l’Italia dal procedimento - come ribadito dal ministro Toninelli - non soltanto apre la strada a potenziali ricorsi (la società è ancora concessionaria del tratto autostradale su cui verrà ricostruito il ponte), ma potrebbe escludere anche le aziende che in qualche modo hanno collaborato nel corso del tempo con la società (ma non alla costruzione del Morandi) e che avrebbero le carte in regola per partecipare e realizzare il progetto. Proprio per discutere del decreto, il neo commissario per la ricostruzione, Marco Bucci, è atteso a Roma.

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