Valpolcevera di nuovo in ginocchio: «Non lasciateci soli»

Ancora una volta commercianti e residenti della zona devono fare i conti con danni enormi causati dalla pioggia, a poco più di un anno dalla tragedia di Ponte Morandi e a cinque dall'alluvione del 2014

Un altro disastro. Un altro macigno. Un'altra montagna da scalare. Ancora una volta qui, ancora una volta in Valpolcevera. A poco più di un anno dalla tragedia di Ponte Morandi e a cinque dall'alluvione del 2014 tutta la zona deve rimboccarsi le maniche e fare i conti con i disastri causati dalla furia di Giove Pluvio. Un disastro per imprese e commercianti, sopratutto nella parte bassa che comprende anche Cornigliano, via del Campasso, Borzoli e Fegino, quartieri in ginocchio per i danni causati dal maltempo e dalle piogge torrenziali cadute tra venerdì 22 e domenica 24 novembre 2019. Cantine e magazzini allagati, negozi e imprenditori che hanno perso tutto e si trovano ancora una volta a dover spalare via il fango che si è portato via materiali, attrezzature e ricordi di una vita.

Il grido d'aiuto della Valpolcevera

Chi è nato in Valpolcevera, come chi scrive, ha la "scorza" dura e gli occhi di chi ne ha viste tante, ma sa tramutare lo sconforto che sfocia nella rabbia in voglia di ricominciare, ancora una volta, nonostante tutto, insieme alla propria comunità, dove la solidarietà e l'aiuto reciproco sono ancora valori imprescindibili, tramandati di generazione in generazione. In tanti sono infatti, come sempre, accorsi per dare una mano, oltre ovviamente ai pompieri che sono stati e sono ancora impegnati nelle operazioni di svuotamento di scantinati e garage, come testimoniano le foto scattate in via Orgiero dove, come in tanti altri interventi, i vigili del fuoco hanno dovuto utilizzare la motopompa da svuotamento più potente tra quelle disponibili al comando di Genova.

Il disastro a Fegino: case e locali sott'acqua

Tra le zone più colpite dal disastro Fegino, letteralmente devastata dal fango con tante attività imprenditoriali, da aziende edili a bar e negozi di alimentari inondati dall'acqua, soprattutto in via Ferri. E poi cantine, portoni e abitazioni fino a via Borzoli e nella zona dell'ex centrale del latte. Tanti residenti e commercianti della zona hanno puntato il dito contro i lavori di messa in sicurezza del rio Fegino (ultimati negli scorsi mesi) esondato durante le piogge, lavori che hanno consentito di "alzare" il ponte di via Ferri, ma non le case e i locali, tutto è finito sott'acqua, inondato dal flusso sceso da via Borzoli verso Fegino. I commercianti hanno lanciato un grido d'allarme alle istituzioni chiedendo di non essere abbandonati perché, questa volta, rialzarsi sembra ancora più difficile, considerando che, sempre secondo le testimonianze del residenti, la situazione è ancora più drammatica che nel 2014.

Certosa: «Siamo sempre in emergenza»

E poi come dimenticare la zona di Certosa e tutto il Campasso, già in ginocchio e per lungo tempo isolata dopo il crollo di Ponte Morandi, con negozi e attività della zona che avevano dovuto affrontare difficoltà di ogni genere nell'ultimo anno e che stavano lentamente cercando di rialzarsi con l'aiuto delle istutuzioni e sopratutto iniziative di valorizzazione della zona come "On The Wall" che ha trasformato il quartiere in una vera e propria galleria d'arte a cielo aperto. Ancora una volta l'acqua ha allagato il sottopasso di Brin, ma anche via Jori e via Canepari e poi il disastro di via della Pietra con le case letteralmente devastate da oltre un metro di acqua e dal fango.

Oltre il ponte c'è, l'appello: «Parte dei soldi donati da Garrone alla Valpolcevera»

Il Comitato "Oltre il ponte c'è", nato proprio dopo la tragedia del Morandi, ha chiesto ancora una volta aiuto concreto alle istituzioni: «Siamo sempre in emergenza, qui in Valpolcevera. Su un territorio già duramente provato dalla tragedia del Morandi, e con tutto ciò che ne è conseguito - a livello sociale ed economico - si è abbattuta ora l'ulteriore difficoltà di questi giorni. Chiediamo se è possibile di  destinare agli esercizi commerciali di Borzoli, Fegino e Rivarolo che hanno riportato danni una parte di quel milione di euro destinato alla Valpolcevera,  che il Dottor Garrone ed Erg, il 19 ottobre 2018, aveva destinato per opere di riqualificazione e aiuto. Sarebe una boccata di ossigeno per ricominciare subito a rialzarsi».

Campasso: «Abitazioni e locali allagati, danni alle auto»

Stesse scene, stessi disagi anche in via del Campasso dove, oltre a case e attività, è stata danneggiata anche la parrocchia del Sacro Cuore, per via della tracimazione dello scolmatore del rio del Campasso, una situazione che, come spiegato da Fabrizio Maranini, consigliere municipale del Pd, era stata più volte segnalata al Comune: «Nei due monenti di maggiori precipitazioni la piena dell'acqua ha portato danni di allagamento nella Sacrestia e piu di un metro d'acqua nei locali della San Vincenzo della Parrocchia di Sacro Cuore del Campasso. Il versante idrico che scendeva da Belvedere ha causato allagamenti in abitazioni e locali commerciali del Quartiere del Campasso. L'acqua mista a fango e detriti vari è confluita nel punto meno elevato dal quale è poi defluita lentamente  da condotte in area privata, probabilmente molto ostruite. Molte auto sono state danneggiate». 

Bolzaneto: «Questa volta è finita, chiudiamo la pizzeria»

Grossi problemi anche a Murta, finita isolata a causa di una frana, ma anche a Bolzaneto dove è stata praticamente distrutta, per la quarta volta, la pizzeria "Fior di Margherita", sulla strada che porta al Santuario della Guardia: «Questa volta è finita - hanno spiegato i titolari - abbiamo resistito a 3 allagamenti, da Agosto ad oggi, sempre lavorando come muli per ripulire tutto ed essere pronti ad accogliere la clientela nel più breve tempo possibile. Ma questa volta non è solo acqua da asciugare, non è solo fango da ripulire. Questa volta la violenza dell'acqua che è entrata nel locale ha distrutto tutto. E da questo non ci possiamo rialzare. Ringraziamo tutti i clienti che in questi due  anni ci hanno allietato con la loro presenza, ringraziamo i dipendenti che ci hanno aiutato in questa avventura, e tutti i fornitori. Fior di Margherita chiude. Forse troveremo un luogo migliore e più fortunato per preparare le nostre pizze».

VIDEO | Allerta rossa, la situazione del Polcevera dal ponte di Cornigliano

Cornigliano, allagata la sala prove dei Meganoidi

Allagamenti anche a Cornigliano, a Villa Bombrini è finita sott'acqua la sala prove della band dei Meganoidi (quella di "Supereroi contro la Municipale e Zeta Reticoli, recentemente tornata alla ribalta con un nuovo disco) , mentre al Videoporto (struttura in cui lavorano diverse aziende creative, da produzioni televisive a sviluppatori di videogiochi) tanta paura per gli allagamenti ma nessun danno, a differenza dell'alluvione del 2014 in cui acqua e fango avevano gravemente compromesso la struttura, devastando gli uffici e le costose apparecchiature presenti all'interno.

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