Turismo, il Capodanno "last minute" degli hotel: «Pieni in centro, ma è un mordi e fuggi»

Alla fine le presenze sono salite, ma solo per gli ultimi giorni dell'anno. A farne maggiormente le spese gli alberghi più defilati: «C'è ancora molto da fare»

Alla fine il Capodanno è andato meglio di quanto previsto, e la polemica sulle presenze turistiche a Genova, che si era infiammata nei giorni immediatamente successivi al Natale, si è smorzata. Il calo però c’è stato, e per quanto fisiologico, resta comunque un dato cui fare attenzione, anche se le migliaia di persone che hanno riempito piazza De Ferrari la sera del 31 dicembre lasciano ben sperare.

A fare un bilancio, ancora parziale, del turismo nelle festività è Laura Gazzolo, vicepresidente di Confindustria Turismo, che ha tracciato un quadro ben preciso della situazione genovese: «Devo essere sincera e dire che a me non è andato molto bene, ma il motivo è da ricondurre alla posizione, il mio albergo è un po’ più periferico (si tratta dell’Ac Hotel di corso Europa, ndr) - conferma a GenovaToday - Invece i miei colleghi che hanno strutture in centro sono tutto sommato soddisfatti, hanno lavorato e le hanno riempite. Mai come quest’anno è stato un Capodanno last-minute: la maggiore parte delle prenotazioni sono arrivate dal 29 in poi, segno che molti sino all’ultimo non avevano ancora deciso cosa fare, e hanno scelto Genova come meta per il 31 e l’1».

Negli alberghi prenotazioni last minute, ma solo per il centro

Sino al 26 dicembre, infatti, i dati non erano confortanti: le strutture registravano una diminuzione del 30% di presenze rispetto allo scorso anno, un calo riconducibile in gran parte alla tragedia del ponte Morandi. E i numeri avevano anche innescato parecchie polemiche, soprattutto tra l’ex assessore comunale al Marketing e alla Cultura, Elisa Serafini, e l’attuale assessore Barbara Grosso, che ne ha preso il posto. E che non ha gradito le critiche mosse da Serafini, secondo cui la percezione di Genova, dopo il crollo, è di una città ferita, che più che interesse suscita compassione. Gli albergatori avevano preferito tenersi sul vago, confermando sì il calo di presenze, ma invitando ad aspettare il post Capodanno, che alla fine ha dato risultati positivi, almeno per quanto riguarda il centro città.

«Le strutture un po’ più defilate hanno sofferto ovviamente di più la situazione  conferma Gazzolo - Sono contenta che i colleghi abbiano recuperato, significa che l’interesse per la città continua a esserci, ma questa città ha strutture grandi, appartenenti anche a catene, e i numeri devono restare costanti per far sì che si abbia voglia di investire. Gli sforzi dell’amministrazione sono puntati sul far sì che arrivino investimenti, soprattutto dalle grandi compagnie, ma bisogna creare le situazioni adatte perché succeda».

Gli albergatori: «Stop al turismo mordi e fuggi»

Un Capodanno un po’ sottotono, insomma, ma che ha tutto sommato avuto un buon successo tenuto conto della difficile situazione che Genova si è trovata ad affrontare dopo il crollo del Morandi.

«Deve essere una sorta di “campanellino” d’allarme - riflette ancora Gazzolo - Genova è sempre stata una città da turismo mordi e fuggi: le persone restano una notte, due, e poi si spostano. E come membro del tavolo sulla tassa di soggiorno ho sempre sottolineato insieme con i colleghi la necessità di creare la voglia di restare a Genova, fare rete e creare cose collegate: la nostra città ha moltissimo da offrire, questo clima insolitamente caldo aiuta a rendere ancora più attrattivo il mare d’inverno, ed è importante lavorare per durante tutto il 2019 e arrivare al prossimo Capodanno più preparati».

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