Falsi incidenti stradali per truffare le assicurazioni, un arresto e 39 indagati

Un calabrese di 45 anni è finito in carcere nell'ambito dell'indagine dei carabinieri denominata 'Autoscontri'. Indagata la moglie, insieme ad altre 38 persone

I carabinieri hanno smascherato un'organizzazione criminale, composta da quaranta persone, ritenuta responsabile di truffe ai danni di diverse compagnie assicurative, messe in atto simulando falsi incidenti stradali, con la complicità di quattro carrozzerie.

Giovedì 4 giugno i militari di Genova forte San Giuliano hanno dato esecuzione a un'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del tribunale di Genova nei confronti di un italiano, C. C. classe 1975 originario di Cirò Marina (KR), ritenuto responsabile del reato di fraudolento danneggiamento di beni assicurati (frode assicurativa), sostituzione di persona e falso in concorso con la propria coniuge, S. A. classe 1974, indagata a piede libero così come altri 38 soggetti, tutti italiani, che a vario titolo risultano aver preso parte ai 'finti incidenti' inscenati dalla coppia.

Tra gli indagati figurano anche quattro titolari di carrozzerie genovesi, che hanno utilizzato le proprie attività come punto di contatto e successiva simulazione dei vari sinistri. Le quattro carrozzerie in questione sono state infatti oggetto di perquisizioni da parte dei militari proprio al fine di ricercare ulteriori prove delle condotte illecite contestate ai 40 indagati.

L'attività di indagine, denominata 'Autoscontri', ha permesso di ricostruire gli episodi che si sono verificati tra i mesi di giugno 2017 e agosto 2019 nella provincia di Genova. Gli uomini dell'Arma sono riusciti a smascherare 27 'finti incidenti', in cui le parti simulavano danneggiamenti e lievi lesioni mai accadute, tutte al solo scopo di ottenere il previsto rimborso dalle compagnie assicurative (per un complessivo ricavo di circa 80-100mila euro).

L'attività veniva gestita dalla coppia di coniugi, che, sfruttando appunto la complicità delle quattro carrozzerie, utilizzavano i due autocarri e le due auto a loro intestate per simulare i sinistri stradali, che, attraverso una 'veloce constatazione amichevole', portassero in breve tempo al risarcimento da parte della compagnia assicurativa.

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Ricevuto il 'premio in denaro' poi tutte le parti, precedentemente accordate, procedevano alla spartizione dell'illecito profitto. Sistematicamente i due coniugi provvedevano a cambiare compagnia assicurativa, attraverso un'attenta falsificazione dei documenti di circolazione dei mezzi e relativi attestati, così da poter immediatamente riprendere l'illecita attività, con complici sempre nuovi.

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