«Ridateci tornelli e controllori sui bus»: ecco perché non si può fare

L'amministratore unico di Amt, Marco Beltrami, spiega quali sono gli ostacoli e annuncia la svolta tech per il futuro: biglietto elettronico e carta di credito per pagare direttamente a bordo

«Ridateci tornelli e controllori a bordo»: basta parlare con un genovese che utilizzi almeno una volta al giorno i mezzi Amt per capire che a oggi sono tantissimi i cittadini che chiedono a gran voce un ritorno al passato per combattere l’evasione. Uno sguardo indietro che mal si concilia con la visione futura dell’azienda, decisa a investire invece sull’innovazione per azzerare la quota dei cosiddetti “portoghesi” a bordo, partendo in primis dal biglietto elettronico.

Proprio in queste settimane, la Regione sta ultimando la gara per l’assegnazione del progetto: l’obiettivo è passare alla bigliettazione elettronica già entro la fine del 2019, adeguando le obliteratrici a bordo degli autobus ed eliminando il classico biglietto da timbrare, seguendo il metodo già adottato da molte altre città europee. Al posto della carta, una tesserina elettronica da ricaricare (online o direttamente in tabaccheria) da cui scalare il costo della singola corsa o dell’abbonamento, e in alternativa la possibilità di pagare direttamente con la carta di credito utilizzandola come “badge” da appoggiare a ogni salita sull’apposita macchina installata a bordo dei mezzi Amt. 

È questa, in estrema sintesi, la strada che la partecipata del Comune è decisa a seguire per combattere l’evasione, un modello internazionale accompagnato da una sempre maggiore digitalizzazione: non solo la possibilità di fare il biglietto e l’abbonamento online, ma anche di pagare le multe, per recuperare tutte quelle sanzioni insolute che pesano sulle casse dell’azienda. E ai nostalgici di tornelli e controllori a bordo, è lo stesso Marco Beltrami, amministratore unico di Amt, a spiegare cosa rende queste soluzioni impraticabili.

«Partiamo dal presupposto che Amt ha circa 1600 autisti che si alternano alla guida: se volessimo mettere il controllore dovremmo raddoppiare l’organico, perché a ogni autista dovrebbe essere affiancato un controllore. L’impatto dei costi sarebbe insostenibile per l’azienda», ha spiegato Beltrami a Genova Today, passando poi ad approfondire le ragioni tecniche alla base della bocciatura dei tornelli: «Il problema principale riguarda l’incarrozzamento, e cioè la salita a bordo dei bus: sappiamo che altri paesi ci sono i tornelli, ma la principale caratteristica del trasporto pubblico genovese è che ha un elevato utilizzo. Una cosa molto positiva, ma se obbligassimo tutti a registrare il biglietto sul tornello ci sarebbe di fatto un blocco con tempi d’attesa lunghissimi. Teniamo inoltre conto del fatto che i lavori di adeguamento costerebbero molto, e che non tutti i bus del parco mezzi cittadino potrebbero contenere il tornello».

Le condizioni del parco mezzi cittadino, d'altronde, sono un altro dei punti cruciali per il miglioramenteo del servizio: guasti e malfunzionamenti sono all'ordine del giorno a causa dei bus datati, e il caldo record di questi giorni costringe i passeggeri a viaggiare in condizioni in certi casi proibitivi. L'altro aspetto da affrontare è la quantità dei mezzi a disposizione: aumentarli consentirebbe di aumentare le corse, smaltendo i viaggiatori più rapidamente e prevenendo i ritardi.

Evasione in calo rispetto al 2017. Ma di che tipo?

È innegabile, d’altronde, che negli ultimi mesi Amt abbia messo in campo ogni strategia possibile per combattere l’evasione, dalle telecamere (che servono anche da deterrente per gli episodi di violenza e degrado) alle cosiddette verifiche intensive, “pattuglioni” che contano su una ventina di controllori che, accompagnati da polizia o Municipale, si posizionano ai capolinea o alle fermate di interscambio più frequentate chiedendo a tappeto i biglietti.

A quest’attività si affianca quella tradizionale, svolta ogni giorno da una ventina di coppie di controllori che salgono a bordo: «Dai dati in nostro possesso, nei primi 6 mesi del 2018 abbiamo registrato un lieve calo dell’evasione rispetto allo stesso periodo dello scorso anno - ha confermato Beltrami - Abbiamo la sensazione, dimostrata dai dati, che queste attività stiano portando benefici. Ovviamente il dato dell’evasione è molto variabile, dipende dalle linee e dagli orari e rispecchia le caratteristiche dei passeggeri: si va dal 2,9% registrato in metropolitana tra le 7 e le 12 del mattino al 32% accertato alla fermata di De Ferrari nella fascia serale che va dalle 21 a mezzanotte. Non è un fenomeno omogeneo, dipende da diversi fattori».

E proprio la metropolitana è, a oggi, il servizio caratterizzato dal tasso di evasione più basso: una media del 4%, nonostante l’assenza di tornelli su cui molti si sono interrogati. Ma la conformazione stessa della metropolitana sembra fungere da deterrente: la presenza delle telecamere e l’ambiente più chiuso e raccolto aumenta l’impressione del controllo, spingendo i passeggeri non abbonati (circa il 30% degli utilizzatori) ad acquistare regolare biglietto.

«Alla luce dei dati raccolti abbiamo ritenuto che l’investimento sui tornelli non fosse necessario - prosegue Beltrami - Trasportiamo in metropolitana circa 12 milioni di passeggeri l’anno, di cui 500mila circa sono senza biglietto. Anche recuperando tutte le sanzioni, stima improbabile, avremmo un ritorno di circa 750mila euro contro una spesa di almeno 2 milioni per l’installazione dei tornelli». 

Multe non pagate, una piaga da migliaia di euro l’anno. E si pensa alla denuncia penale

L’insolvenza delle multe resta a oggi uno dei nodi principali da sciogliere quando si parla di finanze Amt: il problema riguarda in particolare gli evasori "seriali", che sistematicamente non acquistano il biglietto e si rifiutano di saldare la multa, che sia quella in misura ridotta (se pagata subito) o quella intera, da pagare entro 60 giorni.

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«Stiamo valutando l’ipotesi di ricorrere alla denuncia penale per insolvenza nei casi di “portoghesi seriali" - ha confermato l’amministratore unico Amt - Lo sforzo principale è nella prevenzione, cerchiamo di rendere sempre più facile fare il biglietto, con sms, web ticket e abbonamenti online, e di semplificare al massimo anche il pagamento delle multe. Nei casi di persone nullatenenti, l’idea è quella di valutare convenzioni con associazioni, come già accade per alcune comunità di accoglienza che ai richiedenti asilo forniscono abbonamenti o biglietti. Ma nei casi degli evasori recidivi la denuncia penale potrebbe essere l’unico strumento per spingerli ad acquistare il biglietto e a pagare le multe insolute».

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