A Caricamento i funerali della piccola Tasnuba, la città si stringe intorno alla famiglia

Oggi l'ultimo saluto alla bimba morta precipitando dalla finestra lo scorso mercoledì: la Questura ha concesso un permesso per consentire alle molte persone di stare in piazza

Tante lacrime, tanti abbracci, un forte senso di comunità e vicinanza che ha contribuito a rendere appena un po' meno desolante una tragedia dai contorni crudamente umani. Una folla commossa si è radunata in piazza Caricamento mercoledì pomeriggio per dire addio alla piccola Tasnuba, la bimba di 3 anni morta precipitando dalla finestra di un appartamento del centro storico una settimana fa. Presenti il padpà della bimba, i genitori dei piccoli alunni della scuola Daneo insieme alla preside e i compagni di scuola delle sorelline di Tasnuba, che non hanno nascosto la commozione.

La cerimonia, una lettura di preghiere che ha riunito l'intera comunità musulmana, era prevista per le 16.30 in piazza Caricamento, e la partecipazione è stata così massiccia da rendere necessaria le richiesta di un permesso alla Questura per consentire alle persone di spostarsi anche in piazza, in modo da potersi stringere alla famiglia della piccola, al papà e alle sorelline, distrutti da una tragedia inaspettata e improvvisa. Al centro della piazza la piccola bara bianca, immobile sotto gli sguardi degli uomini che, come vuole il rito, hanno pregato rivolti verso la Mecca.

La mamma di Tasnuba, ospitata da alcuni parenti dopo le dimissioni dall'ospedale, non era presente alla cerimonia: troppo grande il dolore, troppo forte la prostrazione, è rimasta protetta dalle braccia di chi la conosce bene e può accudirla. Su di lei pende ancora l'iscrizione nel registro degli indagati, su cui la procura procede con gli accertamenti: l'accusa è di abbandono di incapace aggravato dalla morte.

Tasnuba aveva perso la vita nel pomeriggio di mercoledì 5 dicembre precipitando dal quinto piano dell'appartamento di vico San Marcellino in cui la famiglia vive, e che ormai da una settimana è abbandonato, nelle stanze ancora l'eco, dolorissimo, delle sue risate. La mamma era uscita per un quarto d'ora per andare a prendere le altre due figlie, lasciando la piccola, con la febbre, tra le mura di casa per evitare che si aggravasse. È stata lei a trovare il corpo della figlia e a prenderlo tra le braccia, correndo per cercare aiuto e accasciandosi poi a terra una volta soccorsa da alcuni negozianti di via San Luca.

La comunità bengalese e i genitori dei bambini della scuola Daneo, dove le due figlie più grandi sono iscritte, hanno subito fatto quadrato intorno alla famiglia, insieme con altre decine di persone che hanno voluto manifestare vicinanza e solidarietà. La stessa che le ha spinte oggi a scendere in piazza per salutare per l'ultima volta una vita spezzata così presto, e per dare conforto a una famiglia distrutta dal dolore che si prepara a riportare la salma della piccola in Bangladesh.

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