#losapevanotutti: cresce il numero dei concerti annullati dopo il "caso molestie"

Dopo la denuncia pubblica del leader dei Diaframma, Federico Fiumani, un terremoto ha scosso il panorama musicale indie (e non solo) genovese: si moltiplicano le testimonianze e le voci contro l'organizzatore di eventi

«Qualcosa si muove»: Federico Fiumani, leader dei Diaframma, riassume così, con tre parole e la condivisione di concerti e spettacoli (sempre di più col passare delle ore) annullati o riorganizzati, la rivoluzione che ha fatto partire via social denunciando pubblicamente le presunte molestie perpetrate ai danni di giovani donne da parte di un organizzatore di eventi genovese, E.P., noto in particolare per un festival di musica indie cui in passato hanno partecipato musicisti di fama internazionale. 

Fiumani, che a GenovaToday ha confermato quanto postato su Facebook nei giorni scorsi, ha deciso lo scorso 20 novembre di usare i social per chiarire che «non suono nei festival organizzati da gente che picchia le donne, le manda all'ospedale, le tiene segregate in casa per due giorni, gli spegne sigarette in faccia e le aggredisce per strada», facendo riferimento anche all'esperienza portata da alcune giovani autrici che hanno sostenuto di essersi viste chiedere prestazioni sessuali per pubblicare i propri scritti.

Un battito d’ali, si potrebbe pensare di un post su Facebook, che in realtà ha generato un vero e proprio uragano. E ricalcando quanto accaduto in America con il movimento #metoo per Harvey Weinstein, il caso Genova ha adesso un hashtag dedicato: #losapevanotutti. A lanciarlo è stato Bossy, sito che si occupa di discriminazione e disuguaglianza maschile e femminile, che ha invitato tutte le donne che avrebbero subito molestie a inviare segnalazioni a una mail dedicata assemblando un team di avvocati pronti a dare assistenza legale gratuita: «Lo sapevano tutti. E nessuno ha fatto nulla - scrive una delle blogger di Bossy, Carlotta Vagnoli - Quantomeno, nessuno ha smesso di suonare». Una presa di posizione che, più che puntare il dito, punta a mobilitare il mondo della musica, e a schierarsi dalla parte di chi sino a oggi non ha avuto il coraggio o la forza di denunciare per paura e timore di ripercussioni.

Il mondo della musica si muove: annullati concerti e spettacoli

Il mondo della musica, dal canto suo, ha iniziato a rispondere: anche se a oggi non esiste un procedimento né un fascicolo aperto in tribunale, la denuncia pubblica di Fiumani ha spinto diversi artisti ad annullare eventi e concerti programmati nelle prossime settimane. 

È il caso, per esempio, di Bianco, cantautore torinese che avrebbe dovuto suonare a Genova venerdì, e che su Facebook ha annunciato che «vista la spiacevole situazione che si è venuta a creare in questi giorni, abbiamo deciso di annullare la data al teatro Bloser. Non ci sentiamo di affrontare il concerto, che parla di amore, di rispetto, di amicizia, nelle condizioni di poca luce dettate da questa vicenda. Ci asteniamo da ogni sorta di giudizio e attendiamo che si faccia chiarezza nelle sedi più opportune. Vi aggiorneremo al più presto circa il rimborso per coloro (con cui ci scusiamo) che hanno acquistato il biglietto in prevendita, e speriamo di poter suonare a Genova quanto prima». 

Nelle ultime ore si è aggiunto all’elenco di chi ha preso le distanze dall’agenzia genovese e dal suo fondatore (titolare anche di una casa editrice) anche Vasco Brondi, autore del progetto “Le luci della centrale elettrica”, che quest’anno avrebbe festeggiato i dieci anni dalla nascita con una tappa anche alla Corte: «Vista la difficile e poco chiara situazione che si è venuta a creare in questi giorni, di cui non eravamo a conoscenza e rispetto alla quale attendiamo che si faccia chiarezza nelle sedi opportune, il nostro concerto in programma al Teatro della Corte di Genova sabato 15 dicembre sarà interamente ri-organizzato e prodotto dall’agenzia International Music & Arts, in collaborazione con il teatro stesso. Nessun altro soggetto sarà coinvolto nell’organizzazione e nella produzione della data».

E ancora, Max Collini, cantante degli Offlaga Disco Pax, altro gruppo new wave del panorama indie italiano, che ha deciso di condividere il post pubblicato da Emiliano Colasanti, fondatore dell’etichetta indipendente 42Records, la stessa di Cosmo e Colapesce, che lo scorso anno avevano annullato la loro partecipazione al festival dopo essere venuti a conoscenza della condotta dell’organizzatore: «Circa quattro anni fa ho fatto la stessa cosa che ha fatto Emiliano di recente. Ho alzato il telefono dopo aver saputo cose orribili da persone che reputo affidabili e ho chiesto spiegazioni direttamente all'interessato, uno che mi era sempre sembrato un bravo promoter, nei miei riguardi sempre corretto - ha scritto Collini - Non lo riconoscevo in quello che mi veniva raccontato, ma davanti al suo atteggiamento sprezzante in cui sembrava che la cosa non lo riguardasse ho chiuso ogni rapporto umano e professionale e io e Jukka Reverberi (voce dei Giardini di Mirò, ndr) abbiamo comunicato alla nostra agenzia di booking che non intendevamo avere più nulla a che fare con questo soggetto e che se l'unico modo di suonare a Genova era passare dalle sue strutture/eventi/organizzazioni semplicemente non avremmo suonato a Genova, come è poi avvenuto per diverso tempo».

Dal diretto interessato, intanto, non arrivano dichiarazioni ufficiali (e neppure non ufficiali): spariti dai social network le pagine, i profili e gli account riconducibili a lui, spariti i contatti dal sito della casa editrice (dove restano le locandine dei concerti in programma), mentre online continuano a comparire testimonianze - ancora da verificare, va precisato - che sembrano confermare ogni volta di più ciò cui Fiumani ha dato voce scoperchiando un vero e proprio vaso di Pandora. 

Nota: La redazione, oltre ad avere provato a contattare il diretto interessato e la sua agenzia senza ricevere risposta, è aperta e disponibile ad ascoltare chiunque avesse desiderio di raccontare la propria esperienza, e manifesta vicinanza a chiunque abbia subito molestie o violenze.

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