Spese pazze in Regione, indagato anche Sandro Biasotti

Il coordinatore di Forza Italia in Liguria, ex governatore della Regione, ha ricevuto un avviso di conclusione delle indagini per il periodo che va dal 2008 al 2009: per l'accusa avrebbe speso 11mila euro di soldi pubblici per una consulenza privata

Anche il nome dell’onorevole Sandro Biasotti finisce nella maxi inchiesta sulle cosiddette spese pazze in Regione: l’ex governatore della Liguria ha ricevuto un avviso di conclusione delle indagini da parte del pubblico ministero Massimo Terrile per il periodo che va dal 2008 al 2009. 

L’accusa è di peculato, e la somma contestata è di 11mila euro, che secondo l’accusa Biasotti, attuale coordinatore di Forza Italia in Liguria, avrebbe speso nei sei mesi precedenti alla sua elezione come deputato per il Popolo delle Libertà per una consulenza richiesta a uno studio per cambiare il nome con cui il suo gruppo era stato eletto in consiglio Regionale. 

Nuovo avviso di garanzia anche per il leghista Francesco Bruzzone, attuale presidente del consiglio Regionale, già a processo per la legislatura successiva, cui vengono contestate spese per ristoranti e viaggi che ammontano a circa 78mila euro, e a Tirreno Bianchi, all’epoca dei fatti consigliere del Pdci-Sinistra Arcobaleno, cui vengono contestati 70mila euro di spese che secondo l’accusa sarebbero state effettuate per ragioni personali e non istituzionali.

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«L’indagine risale a tre anni fa, e già allora fornii tutti i chiarimenti alla Corte dei Conti - ha fatto sapere Biasotti in una nota - Si tratta di poche migliaia di euro spese nei primi mesi del 2008 dal mio gruppo regionale per esclusive attività politiche. A maggio del 2008, eletto deputato mi dimisi da consigliere regionale. Ho piena fiducia nella magistratura alla quale sono certo di dimostrare la mia correttezza».

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