Spaccia in centro storico, Cassazione annulla arresto: «Vicoli hanno aiutato la polizia»

Il pusher era stato arrestato con l'aggravante di avere sfruttato il dedalo dei caruggi per spacciare e poi fuggire. Ma per gli Ermellini in questo caso i caruggi avrebbero invece aiutato le forze dell'ordine a bloccarlo

La Corte di Cassazione ha annullato l’arresto di uno spacciatore che era stato fermato nei vicoli e che proprio per la sua “attività” nei caruggi era stato trasferito in carcere. 

Gli agenti del commissariato Pré, in accordo con il sostituto procuratore Federico Manotti, avevano infatti contestato al pusher l’aggravante dello “sfruttamento delle circostanze di tempo e luogo” per disporre la misura di custodia cautelare in carcere, altrimenti non prevista: sulla base di quanto stabilito dal comma 5 dell’articolo 61 del codice penale, gli inquirenti avevano individuato nel centro storico e nel suo dedalo di vicoli un luogo favorevole allo spaccio e alla fuga, chiedendo e ottenendo la convalida dell’arresto per l’uomo, fermato dopo un inseguimento con 12 involucri di cocaina, pari a circa 4 grammi.

Il pusher era stato condannato, ma a distanza di mesi la Cassazione ha annullato l’arresto: nel caso specifico, secondo gli Ermellini, il centro storico non avrebbe agevolato tanto lo spacciatore quanto piuttosto la polizia, che conoscendo la conformazione dei vicoli è riuscita a chiudere le vie di fuga e a bloccarlo. L’uomo è stato quindi scarcerato, con l’indicazione, da parte della Cassazione, di valutare caso per caso le circostanze per la richiesta dell’aggravante.

Il Siap: «Decisione preoccupante»

Sulla decisione della Corte di Cassazione è intervenuto il Siap (sindacato italiano appartenenti polizia), che si è detto «basito, perplesso e preoccupato, perché dimostra una visione distaccata, non aderente alla realtà sociale del centro storico genovese e contestualmente alle reali esigenze operative delle forze dell’ordine costrette ad operare in tale contesto».

Nella nota, il sindacato prosegue assicurando che «come sempre rispetta la Magistratura» e chiedendo che «si apra un confronto politico istituzionale per modificare una normativa vigente assolutamente inadeguata, che di fatto depenalizza forme di reati conclamati e svilisce gli operatori delle forze dell’ordine»

«Ci auguriamo che il nostro appello venga raccolto dal sindaco Bucci, dall’assessore Garassino e da tutto il fronte politico presente a Genova e in Liguria - conclude il Siap - visto che i proclami, specie in campagna elettorale si sprecano, mentre i disegni di legge in Parlamento latitano e di decreti governativi d’urgenza su l’argomento spaccio di stupefacenti non si vede nemmeno l’ombra, circostanza molto preoccupante».

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