Soziglia, dopo 87 anni chiude lo storico negozio delle Sorelle Ascoli

Cala la saracinesca sull'attività del centro storico: troppo alte le spese, impossibile per la titolare riuscire a far quadrare i conti

Il centro storico di Genova perde un altro negozio che ha contribuito a farne la storia: dopo 87 anni di attività, il negozio di intimo e abbigliamento per la casa delle Sorelle Ascoli, in piazza Soziglia, abbassa la saracinesca.

La decisione è arrivata dopo un lungo periodo in cui la titolare, Giuseppina Novelli, ha lottato per evitare che le spese sempre più alte incidessero sul fisiologico calo di affari. Alla fine però affitto, bollette e tasse hanno avuto la meglio, e da qualche giorno sulle vetrine che affacciano su piazza Soziglia sono comparsi cartelli che annunciano il prolungamento degli sconti anche dopo la fine dei saldi per chiusura locali.

«La licenza è datata 1932, io sono entrata in questo negozio nel 1961 come "garzonetta", poi sono diventata apprendista, commessa e alla gine, nel 1985, la signora Ascolti ormai anziana mi propose di rilevarlo, cosa che feci con gioia - spiega Novelli - Purtroppo la crisi economica e le spese sempre più alte mi costringono ad abbassare la saracinesca: l'unico modo per tirare avanti, a fatica, sarebbe abbassare il livello e la qualità della merce, ma non me la sono mai sentita. A giugno compio 70 anni, e mi vedo costretta a tirare i remi in barca, con enorme dispiacere».

La notizia è stata inizialmente diffusa sui social, e sono stati tantissimi i commenti addolorati da parte di persone che nel corso degli anni hanno comprato dalle Sorelle Ascoli corredi per le nozze, completi e altra merce che ancora custodiscono con cura in armadi e cassetti. Sino al 31 marzo, in negozio si continuerà a vendere merce a prezzi scontati per cercare di svuotare i locali: «Il proprietario non è intenzionato ad abbassare l'affitto, e il 31 di marzo devo riconsegnare gli spazi vuoti - conferma Novelli - In questi giorni stiamo lavorando tanto, moltissime clienti passano e si dicono dispiaciute per la chiusura, la solidarietà mi fa molto piacere. In magazzino abbiamo pezzi unici, corsetteria e altra merce che siamo costretti a svendere per liberare i locali: speriamo di riuscire a vendere tutto in tempo»

Si tratta dell’ennesima saracinesca che scende sull’ingresso di un’attività storica, solitamente portata avanti a livello famigliare: negli scorsi mesi è stato il turno del pub la Tartana, a Boccadasse, e poi della libreria dei Fratelli Frilli a Sampierdarena, e in centro storico la merceria Nemy, Camisasca e il bar Cicci.

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