Famiglie sotto sgombero in via Gramsci, presidio di protesta a Matteotti

Diverse associazioni attive sul territorio hanno organizzato per sabato 22 dicembre una manifestazione in supporto dei 4 nucle familiari che dal 2015 hanno occupato il palazzo della Fondazione Sorelle Gemelle della Congregazione

No allo sgombero della palazzina di via Gramsci 11 di proprietà della Fondazione Sorelle Gemelle della Congregazione, occupata da 4 famiglie ormai dal 2015: dopo la lettera scritta dagli occupanti e indirizzata, oltre che alla Curia, anche a Papa Francesco, per chiedere la possibilità di restare nello stabile, diverse organizzazioni genovesi si sono attivate per organizzare un presidio di protesta e solidarietà verso le famiglie che si terrà sabato 22 dicembre in piazza Matteotti. 

«La Curia, l'Arcivescovo, il Papa e le Suore trovino subito una soluzione alternativa per le famiglie sotto sgombero - scrivono Non una di Meno, Préoccupanti, Aut Aut 357, Coordinamento Antirazzista Genova e le sezioni genovesi di Si Cobas e Pcl - Si regolarizzino i nuclei occupanti o si trovino delle soluzioni alternative a canoni popolari, le persone non si cacciano per strada».

Le associazioni puntano il dito contro le istituzioni come «Comune, Regione e Stato», che «non propongono soluzioni concrete per tutte le persone senza casa, sotto sfratto, vittime di pignoramenti e per tutti i lavoratori e le lavoratrici che non riescono ad arrivare a fine mese tra affitto, mutuo, bollette e spese varie - spiegano via social - Gli immobili pubblici vengono svenduti, come con Spim, le case popolari abbandonate e assegnate a ritmi di 15 all'anno - in risposta a circa 5000 partecipanti al bando per una casa popolare - i quartieri popolari trasformati in ghetti».

Proteste anche contro la presa di posizione della Curia, «proprietaria di migliaia di beni immobili su cui gode anche di condizioni fiscali privilegiate», che «si interessa solo di ritornare in possesso di uno stabile per fare speculazioni cacciando sotto i ponti famiglie indigenti - proseguono le associazioni - Come tutti i grandi proprietari di beni immobiliari guardano al profitto e alla massima monetizzazione di un bene necessario e fondamentale».

L’appello è quindi quello di presentarsi in piazza Matteotti sabato 22 dicembre alle 15 per prendere parte al presidio e manifestare vicinanza alle famiglie sotto sgombero: «Abbiamo occupato quegli alloggi in disuso e abbandonati al degrado perché non avevamo altre possibilità per garantirci un tetto sulla testa - avevano scritto le 4 famiglie (composte anche da minori) nella lettera inviata anche al Papa - Alcuni di noi sono nelle eterne liste d'attesa per una casa popolare, altri neppure hanno la possibilità di partecipare al bando. Tutti noi siamo stati presi in carico dai servizi sociali di zona che, nonostante abbiano riconosciuto la nostra necessità di una casa, non sono stati in grado di trovare una reale soluzione: in una città con 40.000 case vuote sembra non ci siano soluzioni per nessuno, nè per noi stranieri, né per i rifugiati, né per gli italiani».

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