Mazzette a funzionari Amiu, maxi sequestro di beni

Obiettivo dei sequestri sono stati i fratelli Gino e Vincenzo Mamone e il figlio di quest'ultimo Luigi, Stefano Raschellà e il figlio Daniele, oltre a Claudio Deiana, tutti noti imprenditori nel settore, già arrestati nel novembre 2014 per corruzione

Ieri i carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico di Genova hanno dato esecuzione a un decreto di sequestro di beni ai fini della confisca, adottato dal tribunale di Genova nei confronti di società e persone fisiche coinvolte nella maxi inchiesta sulla gestione dei rifiuti, condotta dai militari del Noe e coordinata dalla Procura della Repubblica del capoluogo ligure.

Il provvedimento conclude l'indagine avviata dal Nucleo Operativo Ecologico genovese nel 2012. I militari hanno individuato una serie di condotte criminali che, mediante varie attività corruttive nei confronti di dirigenti e funzionari della municipalizzata Amiu, hanno consentito agli indagati di realizzare consistenti profitti, alterando a loro favore gare d'appalto relative al servizio della raccolta rifiuti nel capoluogo ligure.

L'operazione, durata più di due anni e condotta attraverso complesse attività investigative anche tecniche oltre a innumerevoli servizi di osservazione e pedinamento, ha complessivamente portato finora a 14 arresti, circa 100 persone denunciate in stato di libertà e sequestri di beni già effettuati per oltre un milione di euro.

Obiettivo dei sequestri di ieri sono stati i fratelli Gino e Vincenzo Mamone e il figlio di quest'ultimo Luigi, Stefano Raschellà e il figlio Daniele, oltre a Claudio Deiana, tutti noti imprenditori nel settore, già arrestati nel novembre 2014, a seguito dell'accertamento di numerosi episodi corruttivi con il coinvolgimento dell'allora dirigente ufficio acquisti di Amiu, Corrado Grondona.

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I patrimoni sequestrati consistono in quote societarie, beni mobili e immobili, conti correnti bancari, per un valore complessivo di circa due milioni di euro, ritenuto equivalente ai proventi illeciti realizzati proprio grazie all'attività corruttiva posta in essere.

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