Scolmatore del Fereggiano, si scava (e si fa esplodere) sotto il San Martino

La nuova tranche di lavori parte a inizio aprile, con scavi nel tunnel sotto le aree dell’ospedale cittadino. Avviato un tavolo tecnico e una serie di incontri informativi per gestire le detonazioni delle cariche esplosive

Proseguono i lavori per lo Scolmatore del Fereggiano, e per i genovesi si preannuncia ancora qualche disagio: agli inizi di aprile partirà una nuova serie di scavi, con cadenza giornaliera, durante i quali verranno utilizzate piccole cariche di esplosivo nel tunnel sotto le aree del padiglione Specialità, Pronto Soccorso e Monoblocco dell’ospedale San Martino.

I lavori proseguiranno per 4 mesi, concludendosi secondo programma a luglio. Le cariche verranno fatte esplodere dalle 6 alle 8, dalle 12 alle 14 e dalle 20 alle 22, operazioni che, ribadisce Tursi, consentiranno l’avanzamento dell’opera e verranno effettuate «nel pieno rispetto degli standard di sicurezza», senza interferire con le attività dell’ospedale.

Nelle scorse settimane i tecnici del Comune hanno incontrato i rappresentanti dell’ospedale e della ditta che esegue i lavori, in modo da definire sia le modalità di monitoraggio delle vibrazioni sia quelle di informazione per il personale ospedaliero, i pazienti e i visitatori dell’ospedale. In particolare, venerdì 10 marzo si terrà un incontro con i rappresentanti dei vari reparti per spiegare nel dettaglio cosa succederà nei prossimi mesi.

Le strutture coinvolte verranno inoltre dotate di sensori in grado di misurare e registrare eventuali vibrazioni, e i referenti dei blocchi operatori verranno forniti di telefoni cellulari per ricevere informazioni in tempo reale su eventuali detonazioni Un accelerometro verrà inoltre posizionato per monitorare la condotta idrica situata in prossimità del Padiglione Specialità.

Tursi assicura che nel corso dei 4 mesi di lavoro verranno effettuati sopralluoghi periodici da parte degli specialisti delle imprese coinvolte, guidati dai responsabili del settore tecnico del San Martino e del Comune di Genova, e che l’Unità operativa Ingegneria clinica dell’Istituto analizzerà l’impatto delle possibili vibrazioni sulla strumentazione dei laboratori e sulle apparecchiature utili per eseguire Tac e risonanza magnetica.

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L’obiettivo, come ha sottolineato anche l’assessore Comunale ai Lavori Pubblici, Gianni Crivello, è quello di procedere con i lavori in modo tale da completare l’opera, fondamentale per la messa in sicurezza idrogeologica della città insieme con la copertura del Bisagno, entro agosto 2018: 45 milioni in totale l’investimento per realizzarla, 15 dei quali finanziati dal Comune con il contributo “Piano nazionale per le città” e il fondo Italia Sicura.

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