Mense scolastiche, sciopero in metà degli istituti genovesi

Pasti a rischio nei municipi Levante, Media/Bassa Valbisagno e Ponente mercoledì 8 maggio 2019 per lo sciopero dei lavoratori in servizio nelle scuole, gestite da Ladisa

I sindacati Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil Genova hanno proclamato uno sciopero del personale in servizio presso le mense scolastiche gestite da Ladisa. La protesta è stata indetta per mercoledì 8 maggio 2019, quando metà delle scuole di Genova potrebbero rimanere senza servizio mensa.

Le ragioni che hanno portato ad aprire lo stato di agitazione e all'immediato blocco degli straordinari nei confronti dell'impresa Ladisa, che gestisce il 50% dei lotti della ristorazione scolastica per il Comune di Genova, sono molteplici.

«Straordinari non pagati nonostante le continue segnalazioni delle organizzazioni sindacali o addirittura forfetizzati - spiegano i sindacati -, livelli non riconosciuti a lavoratori e lavoratrici che da tempo svolgono mansioni superiori a quelle di inquadramento e personale assente o in malattia non sostituito, così che i carichi di lavoro vengono distribuiti tra il personale in forza, sfinendo fisicamente e psicologicamente le maestranze. Riscontrati contratti di assunzione senza la maturazione dei permessi (ROL), assorbiti nell'orario di lavoro, in deroga al contratto nazionale di settore, reiterati nonostante le nostre continue rimostranze. Attrezzature mancanti o inefficienti nei centri cottura Adamoli e Da Passano rendono insostenibile la mole di lavoro fra il personale comunque insufficiente; nei centri cottura va ricordato che il personale spesso entra in servizio intorno alla mezzanotte, senza vedersi poi riconosciute, se non parzialmente o dopo infinite richieste delle organizzazioni sindacali, quelle maggiorazioni per il lavoro notturno che sono dovute contrattualmente».

«I lavoratori tutti - proseguono i sindacati -, troppe volte hanno dimostrato grande senso di responsabilità, facendosi carico di sopperire in prima persona alle lacune aziendali, alla disorganizzazione nella gestione delle risorse umane, sobbarcandosi, oltre a carichi di lavoro maggiori, perdite economiche per le continue anomalie nelle buste paga, reiterate dall’azienda nonostante le continue segnalazioni».

«Dall'assemblea unitaria con i lavoratori - concludono Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil - è risultato chiarissimo il mandato delle Rappresentanze sindacali e delle maestranze tutte ad agire in maniera rapida e congiunta, per dire basta a un'impresa che crea margine di profitto sulla pelle dei lavoratori e per informare il Comune di Genova rispetto a quanto stia accadendo, confidando nella prosecuzione di quel percorso di monitoraggio e di confronto proprio con la Committenza che quando necessario ha facoltà di sanzionare le imprese inadempienti».

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