Scalinata Borghese restituita alla città: ecco com'è diventata

Folla all'inaugurazione del rinnovato gioiello Liberty, rimasto abbandonato a se stesso per un tempo interminabile: nei locali ristrutturati un lounge bar, un ristorante gourmet e uno spazio per eventi

Scalinata Borghese ha ufficialmente riaperto le porte alla città. Dopo 15 anni di abbandono, il gioiello liberty di inizio ‘900 che affaccia su piazza Tommaseo è stato trasformato in un luogo in cui genovesi e turisti possono bere un caffè, prendere un aperitivo o sedersi a tavola per cena in un ambiente completamente ristrutturato dalla Progetti e Costruzioni di Davide Viziano, che nel restyling ha investito 2 milioni di euro e poco più di un anno di lavori.

Le grandi vetrate che conducono all’interno di Scalinata Borghese si sono aperte martedì alle 16, a dare il benvenuto agli invitati un buffet curato da Massimo Travaglini, imprenditore dietro il brand Fokaccia, e il fastoso lampadario di cristallo che illumina una ambiente completamente rimodernato su cui affacciano un lounge bar al piano terra e un ristorante gourmet all’ammezzato affidato al giovane chef Mattia Congia. 

Al piano interrato, cui si arriva con la scalinata interna, uno spazio da dedicare a eventi, convegni e feste private. Ancora in stand by, invece, la terrazza, collegata al bar attraverso un giardino d’inverno, per lavori ancora in corso che dovrebbero terminare nelle prossime settimane. Tante le personalità presenti all’apertura, tantissimi i commenti positivi fioccati nel vedere come Scalinata Borghese, sino a due anni fa abbandonata completamente a se stessa, è stata trasformata. 

«Giornata interminabile, ma che soddisfazione poter dire ce l’abbiamo fatta - è stato il commento a caldo di Massimo Travagliani - Oggi era impensabile fare quello che abbiamo in mente, ma domani inizia il nostro cammino. C’è chi non capirà, ma nessuno potrà toglierci questa soddisfazione».

Presente, ovviamente, anche Davide Viziano con le figlie e collaboratrici, il primo a credere nel rilancio di Scalinata Borghese. Nel 2004 aveva avviato un project financing presentando uno studio in cui mostrava come la struttura avrebbe potuto diventare, e la convenzione firmata con il Comune di Genova, quarantennale, prevede che i locali possano essere assegnati su richiesta anche al Municipio Medio Levante per eventi istituzionali.

Il locale resta aperto dal martedì alla domenica, dalle 16 alle 23, in attesa di completare anche la ristrutturazione della terrazza “mirador” da cui si può spingere lo sguardo sino a De Ferrari. I cancelli, la notte, restano chiusi: motivi di sicurezza, nel tentativo di evitare che la nuova Scalinata possa diventare bersaglio di vandali.

Scalinata Borghese, la storia

Inaugurata nel 1910 e dedicata a Giorgio Borghese, politico genovese originario di Rapallo che nel 1724 si trasferì in Uruguay, a Montevideo, diventandone il primo residente, e in seguito commissario e sindaco, nel 1741. La struttura avrebbe dovuto ospitare l’Accademia delle Belle Arti, ma i fondi non furono ai tempi sufficienti per realizzare un progetto ambizioso che prevedeva la costruzione di due torri e di un altro edificio in via Francesco Pozzo, e il gioiello Liberty rimase così solo ad affacciarsi su piazza Tommaseo, piccola bomboniera che si inerpicava sulla collina di Albaro.

Nel corso degli anni Scalinata Borghese ha cambiato vocazione: da polo culturale e museale è stata sede del Comune, di una palestra, di uffici Asl, di ambulatori, passando nel 2009 per una breve parentesi artistica grazie a un collettivo di architetti e artisti che la trasformarono per un breve periodo in un laboratorio di arte, musica e design. Poi il vuoto: anni trascorsi nell’incuria e nell’abbandono che all’interno della struttura hanno fatto accumulare sporcizia, rifiuti, bottiglie e persino un kalashnikov portato da chissà dove. Nel 2004 la richiesta di acquisizione avanzata da Davide Viziano, che dopo 15 anni è riuscito ad avviare i lavori e, dopo 15 mesi a restituire Scalinata Borghese alla città.

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