Scomparso nei boschi di Bosio, l'appello della famiglia: «Continuate a cercare Saverio»

Del pensionato pegliese Saverio Tagliafierro, 75 anni, si sono perse le tracce il 3 novembre. Da giovedì il caso è passato da smarrimento a scomparsa, e per la famiglia sono ore di angoscia

«Saverio era felice, impegnato a fare il nonno e il marito. Non si sarebbe mai allontanato volontariamente senza più dare notizie». Amici e parenti di Saverio Tagliafierro, 75 anni, non hanno dubbi: al pensionato pegliese è accaduto qualcosa nei boschi di Bosio, dove sabato 3 novembre è scomparso senza lasciare traccia

Proprio nei boschi del basso Piemonte (che Saverio, appassionato cercatore di funghi, conosceva come quelli di casa propria) il pensionato va cercato secondo i familiari, magari interrogando chi ci abita e chi li frequenta ogni giorno per cacciare o cercare funghi: «Le ricerche devono proseguire sinché non avremo risposte», chiedono angosciate la moglie Maria e la figlia Giulia, che ogni giorno viaggiano tra Pegli a Bosio insieme con gli amici di famiglia per tenere i contatti con le forze dell’ordine che si stanno occupando della vicenda.

Da giovedì, il caso di Saverio Tagliafierro è passato ufficialmente da smarrimento a scomparsa: la famiglia ha sporto denuncia alla questura di Gavi, chiedendo a gran voce che le ricerche si estendano e che i boschi in zona Capanne di Marcarolo vengano battuti a tappeto in cerca di qualche indizio che possa aiutare a capire cosa sia successo al pensionato. 

A oggi, la ricostruzione di quanto è accaduto sabato 3 novembre è in gran parte legata alla testimonianza dell’amico con cui Tagliafierro era partito per cercare funghi. L’uomo ha spiegato ai carabinieri (i primi a intervenire sul posto insieme con vigili del fuoco e protezione civile) di avere perso di vista il compagno intorno a mezzogiorno: stanco dopo la mattinata trascorsa nei boschi, si sarebbe diretto alla macchina per tornare verso casa, ma Saverio avrebbe chiesto qualche minuto in più per fare ancora un giro. Dopo oltre un’ora di attesa, l’amico sarebbe sceso per cercarlo: a poca distanza dall’auto, trovando il bastone intagliato da cui Tagliafierro non si separava mai e il cestino con i funghi, pieno e appoggiato delicatamente a terra, ha iniziato a preoccuparsi.

Le ricerche sono partite inizialmente senza ufficialità, con l’aiuto di altri cercatori di funghi e residenti della zona: il timore era che Saverio fosse inciampato, o si fosse sentito male (qualche anno fa ha avuto un piccolo ictus, da cui però si è ripreso senza alcuno strascico), e fosse impossibilitato a chiedere aiuto, visto che il cellulare era rimasto in macchina. Quando è calato il buio e dell’uomo non era stata trovata la minima traccia, però, il gruppetto ha capito che la situazione era più complicata del previsto, e ha deciso di chiamare le forze dell’ordine.

I boschi sono stati setacciati da vigili del fuoco, protezione civile, carabinieri e uomini del soccorso alpino. Sono stati utilizzati i droni e i cani molecolari, senza  esito: a parte il bastone e il cestino pieno di funghi, Saverio sembra essere scomparso nel nulla. E dopo 9 giorni di ricerche, il prefetto di Alessandria potrebbe decidere di sospendere le ricerche, per la disperazione dei familiari e degli amici che vivono ore di angoscia costante e attendono risposte.

Promessa del calcio in giovane età, Saverio è molto noto e conosciuto a Pegli, dove in tanti ricordano le sue gesta sul campo. Da poco nonno felice di due gemellini, si stava godendo la pensione dopo anni di lavoro alla Olgesa, uno dei depositi petroliferi Iplom con sede nel polo di Multedo: «Chiediamo alle forze dell’ordine di continuare a cercare - è l’appello di chi gli vuole bene - Abbiamo bisogno di risposte certe, non possiamo rassegnarci all’incertezza».

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