Da scomparsa a giallo, i familiari di Saverio Tagliafierro: «Gli è successo qualcosa»

Il pensionato pegliese è scomparso lo scorso 3 novembre nei boschi di Bosio, mentre era in cerca di funghi con un amico. Per la famiglia, impossibile si sia allontanato o abbia commesso gesti estremi

Sono trascorse ormai quasi tre settimane, e di Saverio Tagliafierro ancora non ci sono tracce: il 75enne pegliese che sabato 3 novembre è stato dato per disperso nei boschi di Bosio, nell’alessandrino, sembra essere letteralmente svanito nel nulla, e la sua famiglia - moglie e due figli - non si dà pace. Soprattutto perché ieri le ricerche sono state sospese per ragioni legate al maltempo, in attesa di nuovi elementi in grado di fornire qualche indizio sulle sue sorti.

Impossibile, sostengono, che Saverio si sia allontanato volontariamente o abbia commesso qualche gesto estremo: ormai felicemente in pensione dopo anni di carriera alla Olgese di Multedo, era da poco diventato nonno di due gemellini, e trascorreva molto tempo in famiglia. Amante dello sport (da giovane è stato una promessa del calcio) e della vita all’aria aperta, conosceva benissimo i boschi di Bosio, paese d’origine della moglie, e il fatto che non sia stata trovata alcuna traccia, eccezion fatta per il cesto pieno di funghi e il suo bastone intagliato appoggiati a poca distanza dall’auto, per parenti e amici non lascia presagire nulla di buono.

«Sono trascorsi ormai tanti giorni, ed è difficile avere buone notizie, ma continuiamo a sperare e soprattutto vogliamo risposte», chiariscono i familiari, che nelle ultime due settimane hanno fatto la spola tra Genova e Bosio per collaborare con i carabinieri di Alessandria, che indagano su quello che è diventato a tutti gli effetti un caso di scomparsa, e non più di smarrimento. Gli investigatori si sono fatti accompagnare anche nella casa della moglie di Tagliafierro, nella remota speranza che Saverio potesse essersi rifugiato lì: sprangata e buia, nell’abitazione non c’era alcun segno di presenza umana.

Nulla lascia intuire cosa sia accaduto a Saverio neppure nei boschi limitrofi. L’area è stata battuta palmo a palmo da cacciatori e fungaioli della zona, vigili del fuoco, uomini del soccorso alpino, carabinieri, unità cinofile e persino droni: niente di significativo è stato trovato, neppure la più piccola traccia. E anche se la pioggia ha continuato a cadere senza tregua, dopo giorni di ricerche incessanti anche il dirupo più nascosto verrebbe individuato e frugato in cerca di quello che si teme ormai si tratti di un corpo senza vita. Ma per i familiari anche questa sarebbe una risposta: «Vogliamo sapere cosa gli è accaduto», implorano moglie e figli chiedendo che le ricerche non vengano interrotte. Gli amici hanno già deciso, nel caso in cui arrivasse lo stop dalla prefettura, di continuare a setacciare i boschi in autonomia, chiedendo inoltre ai fungaioli che ogni giorno li percorrono di chiamare il 112 anche per il minimo sospetto.

Saverio, ricordiamo, è scomparso intorno all’ora di pranzo di sabato 3 novembre in zona Capanne di Marcarolo: l’amico che era con lui ha raccontato ai carabinieri di averlo aspettato in macchina (dove il 75enne aveva lasciato telefono cellulare e portafoglio con soldi e documenti) mentre faceva un ultimo giro, e di essersi preoccupato quando, dopo qualche tempo, non l’ha più visto tornare. A pochi metri dall’auto ha trovato il cestino pieno di funghi e il bastone, ma cercando nei dintorni non ha trovato traccia di Saverio. Ha quindi coinvolto altri fungaioli, e quando ha iniziato a calare il buio si è deciso a chiamare il 112 per chiedere aiuto.

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