Corpo trovato nei boschi piemontesi, attesa per dna e autopsia: «Diteci se è Saverio»

La famiglia del pensionato pegliese attende in queste ore l'esito del test del dna che accerterà se il cadavere ritrovato il 31 dicembre nei boschi di Capanne di Marcarolo è davvero il suo

La conferma ufficiale arriverà dal dna, ma i familiari e gli amici di Saverio Tagliafierro, pensionato pegliese scomparso lo scorso novembre, hanno pochi dubbi: il corpo trovato il 31 dicembre a Capanne di Marcarolo, nel basso Piemonte, è il suo.

Il cadavere è stato notato da un escursionista in una scarpata che costeggia il sentiero che da Arpescella porta al monte Tugello, a parecchia distanza dalla zona in cui Tagliafierro era stato per l’ultima volta avvistato. Di Saverio, infatti, si erano perse le tracce nel primo pomeriggio del 3 novembre, dopo una mattinata trascorsa a cercare funghi con un amico in una zona che conosceva molto bene, complici anche le origini piemontesi della moglie. 

Uniche tracce della sua presenza, il bastone intagliato e il cestino pieno di funghi appoggiati a poca distanza dall’auto con cui era arrivato in zona: l’amico aveva cercato per qualche ora con l’aiuto di altri fungaioli e cacciatori, poi si era deciso a dare l’allarme con il sopraggiungere del buio.

Per due settimane volontari e forze dell’ordine avevano setacciato i boschi, aiutandosi anche con droni e cani molecolari, ma il pensionato 75enne sembrava svanito nel nulla, mentre l’angoscia della moglie e i due figli cresceva a dismisura. Ormai consapevoli del fatto che quello di Saverio non era più un caso di fungaiolo disperso, ma una vera e propria scomparsa, e della probabilità che potesse concludersi in modo tragico, avevano lanciato un disperato appello perché la prefettura non sospendesse le ricerche, interrotte poi il 19 novembre. 

Per avere conferma che il corpo sia davvero quello di Saverio, la famiglia dovrà aspettare il responso del dna: troppo tempo è trascorso dalla scomparsa, e con il maltempo che ha flagellato la zona è impossibile identificarlo soltanto dall’aspetto. Sul cadavere non sono inoltre stati trovati documenti o altri oggetti in grado di accelerare l’identificazione, e l’unica via percorribile per ufficializzarla è l’esame del dna. 

La salma è stata intanto messa a disposizione dell’autorità giudiziaria, e il magistrato ha già disposto l’autopsia, che verrà eseguita tra mercoledì pomeriggio e giovedì: l’ipotesi più probabile è che il 75enne si sia spinto a fondo nei boschi in cerca di funghi, abbia avuto un malore e sia scivolato nella scarpata, ma per la famiglia, oggi, è importante quantomeno avere risposte e capire a cosa davvero sia dovuta la tragedia che l’ha scossa.

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