Le sardine invadono De Ferrari, 8mila in piazza

Migliaia le persone che hanno risposto alla chiamata dei genovesi nati sulla scia del movimento nato in Emilia Romagna

Una piazza piena sino all’inverosimile, 8mila persone strette a “fare un pallone” per dire dire no all’intolleranza, al razzismo e all’odio: le sardine hanno invaso anche Genova, una manifestazione organizzata sulla scia del movimento partito da Bologna che nel giro di pochi giorni ha raccolto migliaia di adesioni.

L’appuntamento era per le 18 in piazza De Ferrari, ma già a partire dalle 17 la zona ha iniziato a riempirsi di persone con sagome di sardine ricavate da cartone, carta, stoffa e ogni tipo di materiale. Una folla variegata composta da giovani e meno giovani, studenti e famiglie, pensionati e gruppi di amici che hanno voluto scendere in piazza per manifestare.

«La Liguria non si Lega», 8mila sardine invadono De Ferrari

«Io arrivo da Savona, ho raggiunto i miei cugini genovesi - sorride Chiara - Sono contentissima di vedere questa piazza piena, era l'ora che ci svegliassimo e ci alzassimo dal divano per far sentire la nostra voce».

«La Liguria non si lega», «I pesci non chiudono gli occhi», «Più sardine e meno beline», recitavano numerosi cartelli, sventolati mentre nell’aria si levavano le note di Crêuza de Mä, in omaggio a De Andrè, di Bella Ciao e dell’Inno di Mameli. Intorno alle 19, la folla era talmente numerosa da uscire dai confini di piazza De Ferrari e invadere anche largo Pertini. A prendere la parola, sui gradini del Ducale, anche gli organizzatori dell’evento genovese: «Diciamo no al sovranismo, al populismo, all’odio e al razzismo», è stato l’invito cui la piazza ha risposto con applausi fragorosi. 

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Una manifestazione pacifica e apartitica, come hanno più volte tenuto a sottolineare gli organizzatori nei giorni scorsi: «La Costituzione non è un reato, ed è per questo che siamo qui oggi, perché ci riconosciamo nei valori della Costituzione. I diritti valgono per tutti».

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