San Martino all'avanguardia grazie al chirurgo robot: già 43 interventi

L'ospedale San Martino è diventato un vero e proprio centro pilota per quello che riguarda la chirurgia robotica grazie al robot "Da Vinci", operativo da alcuni mesi

L'ospedale San Martino di Genova si conferma una delle strutture all'avanguardia in Italia, diventando un vero e proprio centro pilota per quello che riguarda la chirurgia robotica con il robot "Da Vinci", operativo da alcuni mesi, grazie al quale sono stati già effettuati 43 interventi di chirurgia oncologica maggiore (9 su tumori del retto, 7 del colon, 22 della prostata e 5 dell’apparato ginecologico). Ottimi i risultati clinici con una riduzione della degenza post-operatoria di circa il 30%.

La chirurgia robotica 

La chirurgia robotica, nata negli anni ‘80 e sviluppata anche con il contributo della Nasa interessata alla possibilità di effettuare interventi chirurgici guidati da terra su astronauti nello spazio, ha vissuto una progressiva evoluzione tecnologica generando l’interesse e le aspettative di professionisti e pazienti. Il Robot "DaVinci", da pochi mesi operativo presso l’Ospedale Policlinico San Martino,
rappresenta la configurazione più moderna e tecnologicamente avanzata di questa strumentazione, indispensabile per l’evoluzione di un Ospedale hi-tech del futuro.

Cos’è un robot chirurgico e quali i vantaggi può offrire?

Si tratta di una apparecchiatura molto sofisticata che esegue, in tempo reale e con controllo estremamente preciso, gesti tecnici effettuati a distanza dal chirurgo. L’operatore siede a una  consolle che gli consente una visione tridimensionale ed ingrandita anche dei minimi dettagli del campo operatorio mediante un sistema di scopia ad alta definizione. Attraverso comandi manuali che assomigliano a joystick e ad una pedaliera, l’operatore muove le articolazioni del robot compiendo gli stessi  movimenti che compirebbe manualmente ma con maggior precisione e sicurezza: si riduce il traumatismo dei tessuti ed il margine di errore con una ripresa più rapida del paziente ed una significativa riduzione della fase di convalescenza. 

La sinergia tra chirurgo e robot

Non si tratta ovviamente di una macchina che opera autonomamente ma di un esperto chirurgo che opera con maggior precisione grazie all’ausilio del robot.  L’entusiasmo dei professionisti e le aspettative dei pazienti hanno determinato una rapida diffusione di questa tecnica con oltre 4 milioni di interventi chirurgici effettuati in tutto il mondo ed oltre 90 robot ad oggi installati in alcuni dei principali ospedali italiani. L’utilizzo di apparecchiature così sofisticate è di norma riservato alla chirurgia più complessa e delicata ad opera di chirurghi esperti e specificamente formati. Vengono solitamente effettuati interventi di chirurgia addominale oncologica (tumori del tratto gastrointestinale o uro-ginecologici) ma anche in altre sedi (ad esempio interventi sul torace) nel paziente adulto e nel bambino.

Sperimentazione gestionale regionale

L'utilizzo del robot "Da Vinci è legato ad un progetto regionale.  Per quanto la chirurgia robotica abbia dimostrato risultati migliori rispetto alle metodiche tradizionali ed almeno equivalenti alle altre tecniche videolaparoscopiche, questa tecnica non rappresenta ancora uno standard e non è inserita nei Lea (livelli essenziali di assistenza) per nessuna delle indicazioni per le quali viene di solito utilizzata.

Inoltre esiste un problema, rilevante e internazionalmente riconosciuto, di maggiori costi principalmente legati all’acquisizione e manutenzione della strumentazione ma anche all’acquisto dello specifico materiale di consumo da aziende che, a livello planetario, agiscono in regime di sostanziale monopolio. Secondo la letteratura  l’incremento dei costi conseguente all’utilizzo di questa tecnologia potrebbe arrivare in media anche al 15-20%.

Da qui l’iniziativa di Regione Liguria: un unico centro di chirurgia robotica avanzata localizzato e gestito dall’Ospedale Policlinico San Martino a disposizione di tutti gli operatori qualificati della regione nonché della facoltà di Medicina dell’Università di Genova per la formazione dei nuovi specialisti. Il San Martino garantirà, per un numero definito di interventi ogni anno riservati ai pazienti residenti e secondo regole condivise, un percorso di accesso alla strumentazione anche ai professionisti di altre aziende sanitarie della Liguria che ne facciano richiesta attraverso le proprie direzioni sanitarie.

Ciascun operatore potrà così utilizzare la strumentazione, la corrispondente sala operatoria e tutti i servizi utili a concludere in San Martino le procedure chirurgiche sui pazienti in cura presso la struttura sanitaria di appartenenza. Contemporaneamente sarà possibile raccogliere dati di “real life” per verificare il rapporto costo/efficacia di questa interessante ma ancora discussa tecnologia.

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