Residenza San Camillo: lavoratori in stato di agitazione

Le organizzazioni sindacali hanno dichiarato lo stato di agitazione di tutto il personale della residenza San Camillo di Genova con presidio di protesta delle lavoratrici e dei lavoratori davanti ai cancelli mercoledì 10 ottobre dalle ore 10.30 alle 12.30

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di GenovaToday

Genova - Si preannuncia un mercoledì caldo sul fronte delle proteste. Oltre ai lavoratori dell'Ilva, le organizzazioni sindacali Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil hanno dichiarato lo stato di agitazione di tutto il personale della residenza San Camillo di Genova con presidio di protesta delle lavoratrici e dei lavoratori davanti ai cancelli nella giornata di mercoledì 10 ottobre dalle ore 10.30 alle ore 12.30.

Nel mese di agosto la fondazione Opera San Camillo, titolare della struttura, ha dichiarato un disavanzo di circa 300 mila euro per la residenza, sita in via Domenico Chiodo 1c al Righi, e ha quindi annunciato un taglio sulle retribuzioni di una parte dei lavoratori.

Le organizzazioni sindacali hanno considerato inaccettabile tale decisione e si è deciso di costituire un tavolo tecnico di discussione che è terminato con un nulla di fatto, in quanto l’amministrazione ha respinto ogni proposta di individuare e ridurre eventuali sprechi e ogni discussione su una diversa organizzazione del lavoro, manifestando invece con chiarezza la volontà di incidere esclusivamente sul salario dei lavoratori.

L’ultima proposta è stata quella di sottoscrivere un accordo per non retribuire più i primi tre giorni di malattia e le ore di straordinario. Le organizzazioni sindacali hanno rifiutato questa proposta che contrasta con quanto previsto dal contratto nazionale e la fondazione ha pertanto deciso di procedere in maniera unilaterale.

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