«Spugne fritte ritrovate a Sampierdarena», è ancora allarme per i cani

Cittadini sempre in stato di allerta per individuare bocconi potenzialmente sospetti. Ma gli organizzatori delle “ronde” avvisano: «Attenzione a non fare allarmismo»

L’impegno dei “residenti guardiani” e le promesse del Comune di dare un giro di vite ai controlli non sembrano avere scoraggiato chi abbandonata esche avvelenate e spugne fritte in giro per la città.

L’ultimo ritrovamento è avvenuto a Sampierdarena, in corso Martinetti: stando alle foto diffuse sui social network, all'altezza del civico 51 sarebbe stato individuati e poi rimosso un mucchietto di quelle che sembrano a tutti gli effetti spugne fritte, letali per i cani perché se ingerite finiscono per gonfiarsi nello stomaco e portare alla morte.

Il ritrovamento, come detto, è stato documentato con foto e diffuso in gruppi e chat dedicate per mettere in guardia i padroni di cani, che in queste ultime settimane stanno dedicando sempre più attenzione all’ambiente che li circonda quando portano a passeggio i loro amici a quattro zampe. L’invito del Comune, d’altronde, era stato proprio quello a una «mobilitazione cittadina», come sottolineato dall’assessore Matteo Campora durante un consiglio comunale, per segnalare eventuali comportamenti sospetti e prevenire tragedie. 

Sullo stesso fronte lavora anche chi ha deciso di aderire all’iniziativa di Stefano Weiss, che dal gruppo Facebook “Segnalazioni bocconi avvelenati Genova e provincia” aveva lanciato l’idea di pattugliare i diversi quartieri una o più volte a settimana, senza uno schema fisso, per tenere alla larga chi semina morte attraverso bocconcini avvelenati o ripieni di chiodi e allo stesso tempo controllare le strade in cerca di esche killer, diffondendo poi un resoconto dettagliato di ogni uscita per contribuire a rafforzare la rete. 

Più se ne parla meglio è, insomma, anche se, mentre le ronde continuano, si chiede comunque prudenza e attenzione nel gestire eventuali segnalazioni: meglio evitare di creare allarmismi, sottolineato i “guardiani”, e verificare sempre che quanto si è trovato sia effettivamente rischioso. Per farlo, è importante raccogliere potenziali esche o spugne fritte e consegnarle alla Municipale o alle guardie zoofile ambientali per farle analizzare: in questo modo è stato possibile accertare che i tramezzini trovati all’Acquasola qualche settimana fa erano, di fatto, semplici tramezzini.

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