Morto per allontanare cinghiale, sul corpo tracce di polvere da sparo

Svolta nelle indagini sulla morte di Antonio Mazzoni a Rovegno. Sul corpo dell'uomo sono state trovate tracce di polvere da sparo, dunque a causare il decesso potrebbe non essere stato il cinghiale

Potrebbe essere stato ucciso da un colpo di fucile e non da un cinghiale il 78enne Antonio Mazzoni, trovato morto la scorsa settimana davanti alla sua casa a Rovegno in val Trebbia.

Lunedì 9 settembre 2019 è stata svolta l'autopsia e sul corpo sono state trovate tracce di arma da fuoco, per la precisione alcuni pallini nella zona dell'inguine. In un primo momento i carabinieri avevano ipotizzato l'attacco di un cinghiale per via di una ferita alla gamba, compatibile con una carica di un ungulato.

Quanto emerso in seguito agli esami autoptici apre nuovi scenari: la prima risposta che gli inquirenti cercano è se a sparare sia stato lo stesso cacciatore per errore, magari proprio mentre cercava di allontanare il cinghiale. Così non fosse, vorrebbe dire che quella sera Mazzoni non era solo e chi era con lui aveva un fucile.

Ulteriori esami dovrebbero intanto chiarire se a causare la morte sia stata la fucilata o la ferita alla gamba.

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