Manifesti fascisti in città e in valle Stura, Anpi: «Patetico»

Alla vigilia del giorno in cui a Genova Lealtà e Azione tiene un convegno in proposito nella sua sede, e in cui a Milano e Prato vanno in scena manifestazioni di estrema destra, a Rossiglione e in alcune zone del capoluogo sono spuntati i manifesti

Nel giorno in cui nella sede di Lealtà e Azione, a Sturla, si tiene il convegno dal titolo “Genova 1919, l’alba di un’idea”, si infiamma la polemica su alcuni manifesti affissi in diverse città italiane, tra cui anche Genova (in alcuni quartieri) e Rossiglione, in cui si celebrano “Cento anni di giovinezza: 23 marzo 1919, 23 marzo 2019”.

Il riferimento - complici anche il fascio littorio e l’aquila - è indiscutibilmente alla fondazione dei fasci di combattimento, comparso oltre che in valle Stura anche a Borgoratti, in via Posalunga, e a Carignano. E mentre si dibatte in maniera sempre più accesa sulle autorizzazioni concesse alle manifestazioni di estrema destra organizzate a Milano e a Prato, sia da parte del Comune di Rossiglione sia da Anpi è arrivata la dura condanna contro i manifesti, anonimi e non rivendicati da alcun movimento o partito.

«Esprimiamo ferma e durissima condanna per le indecenti affissioni abusive che hanno purtroppo colpito il nostro territorio stanotte - ha fatto sapere l’amministrazione della sindaca Katia Piccardo, che hai già posto denuncia contro ignoti e consegnato i filmati delle telecamere di sorveglianza - Un Comune fregiato dalla Croce al valor militare per lo straordinario tributo alla Resistenza non si piega, non si inginocchia alla barbarie nazifascista. Lo deve alle Donne ed agli Uomini che hanno riscattato il nostro Paese».

Solidarietà, come detto, è arrivata anche dalla sezione provinciale di Anpi: «Non è che un patetico tentativo di scopiazzare in sede locale quello che è già avvenuto in questi giorni a Prato, dove un raduno di Forza Nuova ispirato dalla stessa celebrazione è stato condannato pesantemente dall’Anpi nazionale, che ha presentato anche un ricorso al prefetto perché ne vieti lo svolgimento».

«Siamo d’accordo con i rossiglionesi - prosegue Anni - le immagini e i volantini non vanno diffuse, in quanto oscene. I democratici e gli antifascisti di Genova, della Liguria e di tutta l’Italia stanno vivendo momenti che mai avremmo pensato di dover fronteggiare, visto che la Costituzione chiarisce molto bene l’impossibilità di rifondare il partito fascista e celebrarlo. Riteniamo quindi, di fronte a questi patetici tentativi di resuscitare un’ideologia condannata dalla storia, che il nostro compito, come Anpi e come cittadini, sia quello di denunciare ogni fatto e di contrapporvi la certezza dell’essere da una parte sola: quella dell’antifascismo e della Costituzione».

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