Ripetitore incendiato sul Righi, c'è la rivendicazione anarchica

In un messaggio diffuso su diversi siti anarchici gli autori del rogo fanno riferimento a una società «nevrastenica in cui essere connessi è fondamentale se si vuole rimanere al passo coi tempi»

È stato rivendicato su alcuni siti di matrice anarchica l’incendio che martedì sera ha distrutto un ripetitore Telecom sulle alture del Righi.

Nel testo postato online, gli autori del rogo hanno fatto riferimento a «una realtà dove essere connessi è fondamentale se si vuole rimanere al passo coi tempi e vivere al ritmo, nevrastenico, che la società moderna ci offre. Le relazioni umane si sono sfaldate dietro a dei display, a delle app», puntando il dito anche contro YouPol, l’applicazione recentemente presentata dalla polizia per segnalare episodi di spaccio, che «trasformano cittadini frustrati in cani da guardia del potere».

«Queste nuove droghe - prosegue la rivendicazione - per essere diffuse hanno bisogno di strutture (tralicci, antenne, ripetitori) e strumentazioni (software, pannelli di controllo) che sono dislocate in lungo e in largo su tutto il territorio. Questo rende più facile l’atto di attaccarle e più difficile per l’autorità difenderle. Per questi e mille altri motivi ci assumiamo la responsabilità dei nostri gesti e rivendichiamo l’attacco di uno dei principali ripetitori Telecom sulle alture di Righi».

Come in altri casi legati a roghi di matrice anarchica di cui sono stati oggetto ripetitori in val Polcevera e in val Bisagno, la rivendicazione firmata «nemici di questa società e dei suoi servi» si chiude con un riferimento all’operazione Scripta Manent condotta dalla Digos e dalla Procura di Torino, esprimendo solidarietà agli anarchici arrestati con l’accusa di “associazione con finalità di terrorismo”.

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