Rapallo, il "Suegno" di Berlusconi jr rimosso «entro la fine della settimana»

L'aggiornamento arriva dal sindaco Carlo Bagnasco: un intervento molto complesso cui si lavora ormai da settimane, che sarebbe ormai alla fine

Continuano a Rapallo i lavori di rimozione del Suegno, lo yacht di Piersilvio Berlusconi che durante la violenta mareggiata dell’ottobre 2018 si è arenato nel Golfo Marconi.

«L’intervento è molto complesso - ha spiegato il sindaco di Rapallo, Carlo Bagnasco - ma contiamo, condizioni meteo-marine permettendo, che l’imbarcazione venga rimossa entro la fine di questa settimana». Nell’operazione sono coinvolte le aziende specializzate che fanno parte della Visond, il consorzio composto da  Drafinsub Srl, Tito Neri Srl, Oromare SpA, Giuseppe Santoro Srl, Italsub Srls, cui sono stati affidati i lavori di recupero delle decine di barche e yacht scagliate sulla spiaggia, sul lungomare e sugli scogli di Rapallo dalla furia delle onde. La tecnica utilizzata è quella del parbuckling, il sistema a doppia corda inventato nell’Ottocento che sfrutta l’inclinazione e la tensione per raddrizzare grandi carichi.

L’intervento è iniziato lo scorso 22 febbraio, e i tecnici sono al lavoro per portare il livello del fondale da 1 a 4 metri, così da poter consentire, una volta rimosso il Suegno, l’avvicinamento dei pontoni alla riva per portare via le imbarcazioni arenate sul lungomare.

Avanzano in parallelo anche i lavori di realizzazione della copertura sul torrente San Francesco. Il Comune ha fatto sapere che a oggi restano da posizionare quattro travi lato mare, che dovrebbero giungere a Rapallo a giorni, come spiegato dall’assessore ai Lavori Pubblici Arduino Maini. Una volta posizionate le ultime travi, l’intervento procederà con la gettata della soletta e la realizzazione delle rampe di collegamento con il lungomare Vittorio Veneto. 

«Le pendenze risultano maggiori rispetto a prima - sottolinea Maini - perché così è previsto dal progetto. Questo per garantire il franco idraulico di sicurezza in caso di piena del torrente, motivo principale, oltre a quello statico, per cui si è visto necessario e urgente il rifacimento della copertura».

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