Scarichi fognari non a norma e mare inquinato a Rapallo, dall'Ue maxi multa

Fra i 74 Comuni non a norma per quanto riguarda gli scarichi fognari c'è anche Rapallo. L'Italia dovrà pagare una multa di 25 milioni di euro

Dopo numerosi avvertimenti è arrivata all'Italia dalla Corte di giustizia dell'Unione europea una multa salata, 25 milioni di euro, perché 109 Comuni italiani avevano reti fognarie per la raccolta delle acque reflue urbane e i relativi sistemi di trattamento non a norma. Ossia inquinanti. Come spiega Europa Today, la legge violata risale persino al lontano 1991. Ma nonostante tutto questo tempo, la situazione non è cambiata, se non di poco: gli agglomerati non a norma sono scesi a 74. Ma questo non è bastato a evitare la multa Ue: ammenda a cui si aggiungeranno 30 milioni da sborsare ogni sei mesi finché i Comuni non si adegueranno alla normativa comunitaria.

In Liguria il problema riguarda il comune di Rapallo. Sulla questione è intervenuto Fabio Tosi, portavoce del Movimento 5 Stelle Liguria. «È a dir poco surreale il dibattito che si è aperto a Rapallo sul tema del divieto di balneazione, tra chi si preoccupa di garantire a turisti il diritto a fare il bagno e chi, come il sindaco, si ostina a minimizzare il problema. E nessuno che si prenda la briga di ricordare quale è - e non da oggi - il vero problema delle acque di Rapallo: la totale incapacità di tutte le amministrazioni che si sono succedute di risolvere la questione del corretto allaccio di tutte le utenze alla rete fognaria, di cui il divieto di balneazione è una mera e inevitabile conseguenza. Insomma, ancora una volta si guarda il dito e non la luna, confondendo artatamente cause ed effetti».

«Il Movimento 5 Stelle - prosegue Tosi - in questi anni è stata l'unica forza politica a sollevare con forza il problema della depurazione attraverso esposti, interrogazioni in Europa, eventi pubblici. L'unica ad avere il coraggio di mettere al centro la qualità e la sicurezza dell'acqua e la salute di cittadini e turisti, che sono le vere vittime di una classe politica irresponsabile e superficiale. Continuare a ripetere che il depuratore è a posto e che dal 2020 tutto tornerà alla normalità significa prendere in giro i rapallesi: come il sindaco sa bene, se non si allacciano le utenze alla rete fognaria, il depuratore non serve a nulla se non - forse - a pulirsi la coscienza e a mettersi a norma con le direttive europee, che negli ultimi cinque anni hanno costretto Rapallo a pagare pesanti sanzioni sulla pelle e con le tasche dei cittadini».

«E a poco servono le rassicurazioni della Regione - conclude il portavoce 5 Stelle -, che ha promesso un numero maggiore di controlli e, quindi, la teorica possibilità di escludere divieti di balneazione permanente: se le acque sono contaminate, non sarà un controllo in più o in meno a eliminare il problema. Così si getta solo fumo negli occhi dei cittadini. Se l'amministrazione non risolverà sul serio e una volta per tutte il problema della depurazione alla radice, ci penserà il Movimento 5 Stelle a partire dal giugno 2019».

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