Inchiesta sul crack Qui!Group, 6 arresti: in manette anche Fogliani

La Guardia di Finanza ha dato esecuzione a un'ordinanza di custodia cautelare e a un sequestro preventivo nell'ambito delle indagini sul fallimento della società dell'imprenditore genovese

I dipendenti del gruppo Qui davanti al Moody

I finanzieri del Comando Provinciale di Genova hanno arrestato 6 persone e sequestrato beni per un valore di diverse decine di milioni di euro nell’ambito dell’inchiesta sul fallimento della Qui!Group, la società che si occupava di buoni pasto dell’imprenditore Gregorio Fogliani, fallita lo scorso anno. Proprio Fogliani è una delle 6 persone arrestate, e si trova detenuto in carcere. In carcere anche Luigi Ferretto, amministratore delegato di Qui! Group, e Rodolfo Chiriaco, consigliere delegato della società. 

Tre invece le ordinanze di custodia cautelare ai domiciliari, una per la moglie di Fogliani, Luciana Calabria, e altre due per le figlie. Le accuse sono, a vario titolo, di bancarotta fraudolenta, riciclaggio, autoriciclaggio e truffa aggravata. Per la procura di Genova, in un'inchiesta coordinata dal procuratore aggiunto Francesco Pinto e dal sostituto procuratore Patrizia Petruzziello, Fogliani, consapevole delle cattive acque in cui navigava la società e della situazione economica ormai disastrata, avrebbe dirottato ingenti somme di denaro sui conti di altre società riconducibili alla stessa famiglia Fogliani per quasi 42 milioni di euro, acquistando anche un immobile di pregio a Forte dei Marmi per 4,8 milioni.

Le indagini degli uomini del colonnello Maurizio Cintura hanno portato alla luce numerosi episodi di bancarotta realizzati evitando di contabilizzare debiti pari a quasi 180 milioni di euro, indicando in bilancio utili fittizi che venivano poi distribuiti ai soci per un totale di 3.2 milioni di euro.

Fogliani è anche accusato di truffa aggravata ai danni di una società americana, la holding Felctor Luc Holding 2, che aveva investito nella sua società 6 milioni di euro, e ai danni del Ministero dell’Istruzione, per cui avrebbe falsificato i bilanci in modo da ottenere finanziamenti per oltre un milione di euro per un progetto sui buoni pasto.

A settembre dello scorso anno il tribunale di Genova aveva dichiarato il fallimento della Qui!Group per debiti che ammontavano a oltre 325 milioni di euro. Tra i beni sequestrati oggi ci sono anche i muri del Moody, il locale in largo XII Ottobre chiuso dopo il fallimento e riaperto pochi giorni fa dopo un accordo tra Hi Food Genova, società che vede tra i soci la Event Beach controllata da Gabriele Volpi, e Azzurra, società ancora in salute dello stesso Fogliani, proprietaria dei locali di via XII Ottobre.

Per la procura, Fogliani, i membri della sua famiglia e gli amministratori della Qui! Group, erano “assolutamente consapevoli” dello stato di insolvenza in cui versava, da anni, la società, così come “l’imminenza degli ulteriori fallimenti delle altre aziende riconducibili alla famiglia, con inevitabili conseguenze sia sotto il profilo occupazionale sia sotto il profilo economico”. La società aveva stipulato nel 2016 una convenzione con la Consip, la centrale acquisti della pubblica amministrazione, per rifornire di buoni pasto circa 1 milione di dipendenti delle pubbliche amministrazioni di Piemonte, Liguria, Val d'Aosta, Lombardia e Lazio. Il valore dell'appalto ammontava a circa mezzo miliardo di euro. 

A luglio dello scorso anno la Consip aveva sospeso la convenzione con la società di Fogliani "per reiterato, grave e rilevante inadempimento delle obbligazioni contrattuali": A partire da gennaio 2018 erano state trasmesse a Consip dalle amministrazioni utilizzatrici molte segnalazioni di disservizi per la mancata spendibilità dei buoni emessi da Qui!Group. Numerose imprese esercenti la ristorazione nella rete convenzionata con il gruppo avevano inoltre segnalato il mancato pagamento da parte della società delle fatture relative ai buoni pasto spesi dai dipendenti pubblici.

Il sequestro preventivo effettuto dalla finanza riguarda beni mobili, immobili e disponibilità finanziarie per un valore complessivo di 80 milioni di euro. Il fallimento della Qui!Group aveva portato, oltre che allo smantellamento della società, anche alla chiusura di Moody, in via XII Ottobre, e della Pasticceria Svizzera in Albaro.

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