Frana a Quezzi, l'ultimatum di Tursi: Privati agiscano o lo faremo noi

Il Comune si è detto pronto a eseguire gli interventi necessari per la messa in sicurezza dell'area franata, per poi rifarsi delle spese sui proprietari, che a oggi ancora non hanno iniziato i lavori

A tre giorni dalla frana che ha messo a nudo le fondamenta di un condominio di via Portazza, a Quezzi, costruito proprio sopra il Fereggiano, costringendo all’evacuazione di 168 persone durante la notte, Tursi passa al contrattacco e, sul tema della messa in sicurezza dell’edificio e di quelli adiacenti, lancia l’ultimatum: se l’amministrazione condominiale non provvederà al più presto a portare a termine i lavori necessari, il Comune è pronto a intervenire di persona, per poi rivalersi delle spese sui proprietari della zona a rischio.

La questione è stata discussa durante il consiglio Comunale, con un’interrogazione presentata dai consiglieri Paolo Putti e Andrea Boccaccio (M5s) e da Guido Grillo (Pdl): «Con una segnalazione dell’8 novembre, siamo intervenuti il giorno 9 per rimuovere detriti dall’alveo del Fereggiano - ha spiegato l’assessore ai Lavori Pubblici, Gianni Crivello, facendo riferimento all’allarme lanciato 20 giorni prima della frana e ai primi interventi messi in atto dal Comune - Altri interventi riguardano, per legge, i privati, i cosiddetti frontisti».

VIDEO | Frana a Quezzi, evacuate 168 persone nella notte

Dopo una notte di lavori, che hanno previsto l’installazione di teloni impermeabili per contenere ulteriori cedimenti e «ripristinare le condizioni precedenti alla frana», l’agibilità è stata restituita e i 168 residenti dei palazzi di via Portazza e via Daneo (30 quelli che abitano nell’edificio da cui si è staccato parte del muro di contenimento finendo nell’alveo del Fereggiano) hanno potuto fare ritorno a casa, anche se in molti hanno preferito non rischiare e rimanere da parenti e amici.

Per mettere definitivamente in sicurezza il palazzo di via Portazza, però, sono necessari interventi più strutturali che, in assenza di proprietà pubbliche in zona, sono di stretta competenza dei privati, nello specifico dei proprietari dell’area, che a oggi hanno incaricato un consulente tecnico di fare rilievi e misurazioni e individuare i lavori necessari. Che ancora, però, non sarebbero partiti, nonostante il sollecito del Comune, che si è detto pronto a intervenire tempestivamente per poi chiedere il conto ai privati inadempienti: «Costituiremo un tavolo, con l’università e gli ordini professionali, per le questioni idrogeologiche - ha concluso Crivello - Già con la precedente amministrazione, con la demolizione dei fabbricati presenti nell’alveo del Fereggiano, ha avuto inizio un complesso di interventi che procede tuttora e che comprende varie opere di manutenzione e di miglioramento del complesso regime idrico della zona di Quezzi. Il monitoraggio è continuo e, in assenza di tempestivi interventi dei privati, procederemo senza indugio con azioni in danno».

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