Skytram in Valbisagno, metro sino a Sampierdarena: i piani per il trasporto del futuro

Presentato in mattinata il piano urbano della mobilità sostenibile: prevista anche una linea filoviaria elettrica in azione in quattro zone della città

La Valbisagno resta una priorità, con la creazione di uno “skytram”, una linea sopraelevata che la colleghi al centro, ma nel futuro di Genova c’è un piano ambizioso che prevede una serie di interventi che riguardano molte zone della città, con una linea filoviaria che unisca in modo rapido ed efficace quattro quadranti rappresentati da levante, centro, ponente e Valbisagno. E poi completamento della metropolitana sulla tratta Pallavicini-Terralba, e prolungamento sino a Sampierdarena.

Le linee guida del Pums di Genova - piano urbano della mobilità sostenibile - sono state presentate in mattinata a Palazzo Tursi dal sindaco Marco Bucci, dal vicesindaco Stefano Balleari e da Enrico Musso, “saggio” cui la giunta Bucci ha affidato il compito di ridisegnare il trasporto pubblico genovese in chiave più sostenibile. E proprio Musso, direttore del Centro Italiano di Eccellenza sulla Logistica, i Trasporti e le Infrastrutture (ed ex candidato sindaco), ha illustrato i principali progetti che potrebbero vedere la luce con l’erogazione dei necessari fondi da parte del Ministero delle Infrastrutture e dei Traporti, in parte raggruppati sotto la dicitura “move”, mobilità veloce elettrica.

Lo skytram in Valbisagno

Per quanto riguarda la Valbisagno, il progetto “Skytram” prevede una monorotaia che colleghi su ferro la stazione ferroviaria di Brignole e Molassana. Si tratta di una infrastruttura sopraelevata, che non va a impattare quindi sulla viabilità ordinaria, un percorso lungo 6,5 km con 8 o 9 fermate inclusi i due capolinea. Ogni fermata sarebbe distante dalla successiva circa 800 metri, per un tempo medio di percorrenza dell’intera tratta di 15 minuti.

Al momento il progetto è allo studio di fattibilità, e la stima di realizzazione è di 4 anni complessivi con un investimento stimato di 350 milioni di euro. Il Comune ha in previsione di presentare la richiesta di finanziamento il prossimo 30 settembre, quando il Mio aprirà una nuova gara, e in caso di esito positivo i lavori potrebbero nella migliore delle ipotesi essere conclusi nel 2023.

«È un buon progetto, facciamo vedere che abbiamo molta cura per la Valbisagno, zona che ha avuto meno investimenti di tutte le altre nella storia della città per quanto riguarda il trasporto pubblico - ha detto il sindaci Bucci - Ugualmente importanti i collegamenti con il centro e con l’aeroporto, che sta crescendo e non è possibile uscire dalla struttura e non avere mezzi di trasporto adeguati. Abbiamo pensato per la Valbisagno una soluzione attraente ed efficace»

Una linea filoviaria elettrica che copre tutta la città

Altro punto cardine del Pums sono i 51 km di linea filoviaria elettrica che si sviluppano su quattro direttrici, levante, centro, Bisagno e ponente. In totale sarebbero 145 i mezzi in viaggio sugli assi individuati, e il progetto comprende anche tutte le opere civili ed impiantistiche (compreso il potenziamento di tutti i semafori), il materiale rotabile, la realizzazione di rimesse e di parcheggi di interscambio per facilitare l’utilizzo dei mezzi.

Il Comune ha già inviato la richiesta di finanziamento al Mit, e sono in corso le opere di progettazione. I cantieri dovrebbero aprire a inizio 2021, e il primo lotto, quello del centro, potrebbe entrare in servizio già a dicembre 2021: l’investimento, interamente finanziato dal ministero attraverso apposito fondo destinato a interventi su metropolitane, tranvie e filovie, è di 547 milioni.

Metro tra completamento e prolungamento

E a proposito di metropolitana, il Pums ha in serbo novità anche per quella, sia per quanto il completamente del tracciato già esistente sia per ampliarlo. In particolare, almeno 152 milioni di euro verranno investisti nell’estensione verso la Valpolcevera con le stazioni di Canepari e Pallavicini e verso San Fruttuoso con Martinez e Terralba, e nel completamento della stazione di Corvetto. L’apertura delle stazioni Canepari e Martinez è prevista per il 2024, Pallavicini e Terralba l’anno successivo. Gli altri fondi necessari verranno richiesti con la nuova call del Mit del 30 settembre.

Per quanto riguarda invece l’estensione, il Pums prevede una nuova diramazione della metro verso Sampierdarena, sfruttando la predisposizione già esistente a Dinegro. Il tracciato aggiuntivo misurerebbe 2,5 km sviluppati su quattro stazioni: Wtc/Matitone, Scassi, Montano e Fiumara. In questo caso, la richiesta di finanziamento verrà presentata invece nel 2020.

Erzelli, nel 2024 attiva la monorotaia

Anche gli Erzelli sono stati inseriti nel Pums, con riferimento all’ormano noto progetto che prevede un impianto di risalita dalla futura stazione ferroviaria al Parco Tecnologico. L’impianto dovrebbe trasportare circa 4000 passeggeri l’ora, 270 massimo a ogni viaggio della durata di 4 minuti, e sarebbe un sistema totalmente automatizzato. La richiesta di finanziamento è stata inoltrata, 113 milioni che coprirebbero tutto il costo del progetto, e i cantieri dovrebbero partire nel 2021 con previsione di fine lavori per il 2024, giusto in tempo per il trasferimento del polo universitario di Ingegneria agli Erzelli.

Bucci: «Obiettivo, rendere il trasporto pubblico più efficace e sostenibile»

«Lo sviluppo del Piano urbano di mobilità sostenibile per Genova - ha aggiunto il sindaco Bucci - è uno dei punti cardine del programma con il quale ci siamo presentati alla città. Rendere più efficiente il trasporto pubblico locale è una necessità se vogliamo diventare una realtà europea moderna, competitiva e sostenibile. Con questo piano, in pochi anni, siamo pronti a ribaltare la logica con cui i genovesi si spostano in città rendendo estremamente concorrenziale il trasporto pubblico. Riusciremo a intervenire e risolvere problemi che sono sul tavolo delle amministrazioni locali da decenni, come quello della Valbisagno. Ma anche a sviluppare la rete dell’attuale sistema di metropolitana, “avvicinare” la zona degli Erzelli, rendere più snello il collegamento tra l’estremo levante e il centro di Genova. Obiettivi che, insieme alla scelta di convertire completamente in elettrico il parco mezzi di Amt, renderanno Genova all’avanguardia per il sistema di mobilità».

«Si tratta di un programma molto ambizioso per una modalità di trasporto pubblico diversa dall’attuale, con un occhio alla sostenibilità ambientale - ha aggiunto il vicensindaco e assessore alla mobilità Balleari  - Questi nuovi sistemi permetteranno di lanciare Genova all’avanguardia nazionale con un trasporto pubblico efficace ed efficiente e una riduzione sensibile dei tempi di percorrenza. La qualità della vita di una città si misura anche attraverso soluzioni moderne di mobilità urbana».

«Il trasporto pubblico di alta qualità (cioè velocità, capacità e comfort) – ha concluso Musso - è un tassello fondamentale del nuovo Piano Urbano della Mobilità Sostenibile, che serve a riqualificare l’ambiente urbano e a migliorare la vita dei cittadini. Per questo si è progettato un sistema di assi di forza basto su alcune caratteristiche fondamentali: l’elevata capacità, la trazione elettrica, la sede di corsa interamente riservata (o prevalentemente riservata con priorità semaforica), l’elevata interconnessione con gli altri trasporti pubblici (linee bus di adduzione, trasporti ferroviari) e privati (trasporto individuale, taxi, parcheggi di interscambio, piste ciclabili e mobilità dolce). Il disegno complessivo prevede tecnologie diverse in funzione delle diverse esigenze, e i diversi interventi entreranno in servizio a partire dal 2021».

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